Augusto Montaruli

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Il mobile di Hugo

Foto di Augusto Montaruli

Lo scorso settembre era a cena a casa mia il mio amico Hugo Trova, Hugo è un cantautore uruguayano impegnato in politica e di origini italiane. I suoi nonni emigrarono dal Piemonte agli inizi del secolo scorso. Hugo mi raccontava che possiede ancora un mobile che sua nonna aveva portato in Uruguay, quel mobile, mi diceva Hugo, è la storia e il ricordo della mia famiglia. Questo episodio mi è venuto in mente in questi giorni di migrazioni tragiche, ho pensato a chi non ha niente da portarsi, ho pensato che la storia di questo pianeta è un succedersi di popoli che si spostano, che mescolano tradizioni, usi, cibi e linguaggi.

Ci si sposta per fame, perché cacciati da altre etnie o da guerre. Da sempre è così. E così continuerà se la politica non cambia orizzonti.

Noi italiani ci siamo quasi sempre spostati per fame. Negli Stati Uniti all’inizio del secolo scorso eravamo in fondo alla scala sociale, prima di noi c’erano i neri. I “negher” come direbbe Bossi. Noi italiani non siamo “settentrionali” a nessuno. Ci siamo aiutati a casa d’altri che poi è diventata casa nostra. Da un po’ di tempo a questa parte è la volta dei nigeriani, degli afgani, dei pakistani, degli eritrei, dei somali …

Mi piacerebbe nel mio quartiere veder nascere uno spazio dedicato alla memoria che ci facesse ricordare la nostra storia e comprendere quella degli altri. Come il mobile della nonna di Hugo. Una storia di mobilità. Appunto.

Hugo su myspace: http://www.myspace.com/hugotrova/music

Posted under: Il fiume in mezzo

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0 comments

  • Hai proprio ragione Augusto, non bisognerebbe mai dimenticare da dove si viene, il rischio è quello che abbiamo sotto i nostri occhi ogni giorno. La memoria, come le parole, è importante, è fondamentale per definirci persone!

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