Augusto Montaruli

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Il furgone di Yasin

Yasin abita in San Salvario, in quella parte di San Salvario senza locali da movida, in una piazza. Cinquanta metri quadri scarsi a 400 euro il mese più spese e riscaldamento. Con Yasin in quei cinquanta metri scarsi vivono la moglie, una bimba di quattro anni e un bimbo di quattro mesi. Accanto alla casa di Yasin vendono appartamenti a 3.500 euro al metro quadro. A Yasin all’inizio della scorsa estate hanno rubato il furgone che gli serviva per mantenere la famiglia e pagare l’affitto (più spese e riscaldamento).  Oggi da Yasin è arrivato l’ufficiale giudiziario: 45 giorni di proroga. E poi?

Me l’hanno raccontato dei giovani, qualcuno direbbe alternativi perché vestono di scuro e portano orecchini, che grazie alla loro presenza e solidarietà hanno contribuito a ottenere una breve, purtroppo, proroga dall’ufficiale giudiziario. Grazie alla loro presenza e al loro volantino mi sono fermato a chiedere e a parlare con loro mentre l’ufficiale giudiziario compilava moduli.

Un caso sicuramente non isolato, un caso in un quartiere popolare che sta diventando oggetto di speculazione edilizia.  Va bene il mix del reddito, non va bene cacciare e lasciare nella disperazione chi non può più permettersi un affitto. Si deve intervenire con urgenza. Nel mio quartiere Yasin voglio che ci viva e ci viva sereno.  Se non s’interviene con le istituzioni e la politica interverranno altri, quelli senza scrupoli.  E i bimbi di Yasin? E quanti Yasin, che arrivano dal mondo o nostrani, ci sono e ci saranno se non s’interviene?

Sulla situazione casa proporrò un ordine del giorno, al prossimo consiglio di circoscrizione, rivolto a prendere in esame la situazione e ad adottare provvedimenti urgenti.

Posted under: Il fiume in mezzo

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0 comments

  • Carmelo De Caro on October 8, 2011 at 3:38 pm said:

    Caro Arturo, in questa emblematica e drammatica vicenda, come sempre si sta parlando di Lavoro che si perde e di Alloggio che non si può pagare. Due facce della stessa medaglia, due necessità entrambe irrinunciabili, eppure, personalmente,a me pare centrale questo tuo passo: ” A Yasin all’inizio della scorsa estate hanno rubato il furgone che gli serviva per mantenere la famiglia e pagare l’affitto”.
    In altre parole, se Yasin potesse avere i soldi per acquistare un altro furgone di seconda mano potrebbe probabilmente rimettersi, almeno, nelle stesse condizioni economiche di prima.
    Ora, io penso che in Circoscrizione sicuramente sul tema Microcredito e su come esso viene amministrato dalla Città di Torino si sa tutto, tuttavia, a beneficio di quanti ci leggono, mi permetto di trascrivere qualche riga di quel regolamento.
    “Con questo servizio si sono volute avviare, per i soggetti privi di garanzie proprie, forme di credito a breve medio termine finalizzate prevalentemente all’acquisto di beni strumentali per attività economiche nuove e avviate…”
    “Finanziamento da 1000 a 10.000 euro. Restituzione in 36 o 48 rate”
    “I candidati dovranno ottenere un appuntamento attraverso il numero verde presso gli uffici dello Sportello Microcredito del Comune di Torino”.
    “Il singolo progetto sarò oggetto di una specifica istruttoria tecnica da parte dei tecnici del Comune, al termine della quale, se il progetto sarà valutato positivamente, l’Istituto di Credito procederà all’erogazione del finanziamento a seguito della stipula del relativo contratto”

    Va da se che il singolo artigiano del caso necessita di essere condotto per mano. Quindi, che la Circoscrizione dovrebbe avere al meno una specie di piccola sottocommissione, alcune persone, magari in posizione di volontariato in rete con altre associazioni del territorio, capaci di dare quel tipo di aiuto.
    Ciao Arturo e buon lavoro.

  • Ho letto questo post rilanciato dal blog Sun Salvario Views.

    Ho letto anche il commento di De Caro e senz’altro sono d’accordo sull’utilità del microcredito: Yasin non ha certo bisogno dell’ultimo modello di un supertecnologico furgone, ma con un paio di migliaia di euro può comprare un solido e robusto mezzo per ricominciare a lavorare.

    Tuttavia non c’è solo il finanziamento pubblico! Esistono piattaforme private, come Kiva, che, attraverso le associazioni di volontariato sociale erogano prestiti a soggetti bisognosi. Tali prestiti sono finanziati da vari donatori privati che per scopi etici mettono a disposizione piccole e meno piccole somme. Un donatore non finanziata un intero progetto, ma una parte, insieme ad altri donatori.

    Consiglio a Yasin di informarsi su questi siti e propongo a chi si occupa di queste situazioni ad avviare contatti con le realtà private del microcredito solidale.

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