Augusto Montaruli

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Nino

Questa mattina ho costatato che i miei capelli stavano peggio della maggioranza di Berlusconi e prima che decidessero di passare all’UDC sulle orme della Carlucci ho deciso che una sistemata fosse proprio necessaria. Avevo però il problema del parrucchiere, il mio solito ha lasciato l’attività, il più vicino è in via Calvo e non mi sembrava il caso. Ho telefonato a Raffaele chiedendo consiglio e lui, che tutto sa sul quartiere, mi ha consigliato Nino.
Fidandomi, perché di Raffaele bisogna fidarsi, ci sono andato. E ho fatto bene riuscita del taglio a prescindere.
Nino è un parrucchiere, o barbiere come piace dire a me, vecchio stile, come al Sud. Gentilezza e racconto.
Abbiamo cominciato con le origini calabresi di Nino che mi ha raccontato della pesca al pesce spada che si fa a Palmi, sua città natale. Proprio a Palmi, racconta, avvenne la storia del pesce spada innamorato che ispirò la canzone di Modugno. E come un gioco a seguire, tra un colpo di forbice e l’altro, mi ha raccontato gli inizi torinesi, anzi sansalvariesi, di Domenico Modugno, barista al caffè dell’Università di corso Marconi angolo via Madama. Molti dei suoi successi Modugno li compose dopo il lavoro nel retro di una sartoria di San Salvario dove dormiva ospite di un amico di suo padre. Mi ha raccontato della sorpresa di vederlo vincitore a Sanremo e dei tre giorni di festa che aveva offerto agli amici torinesi dopo il successo internazionale. “Ma”, mi dice Nino, “io non sono un esperto di musica leggera: io sono un melomane”. E parte una conferenza vera e propria sulla lirica: Tebaldi, Callas, Domingo, Pavarotti … mi ha aperto il cassetto con i suoi cd rari … mi ha raccontato del dramma di Anita Cerquetti, cantante dal grande avvenire che aveva abusato della sua voce tanto da rimanere senza e finire in clinica abbandonando un futuro da nuova Callas. Una bella mattinata, mi sono rilassato, ho appreso storie che non conoscevo e ho conosciuto una piacevole persona. Io da Nino ci torno, grazie del suggerimento Raffaele.

Tutto questo per dire che territorio è dove abiti, dove fai la spesa, dove i figli vanno a scuola e dove ti dai anche una sistemata ai capelli.

Dimenticavo, anche il taglio niente male.

Posted under: Il fiume in mezzo, Storie (piccole)

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