Augusto Montaruli

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L’IMU e il crocifisso, ordine del giorno a titolo personale

Consapevole delle diverse sensibilità che convivono, e dico per fortuna, all’interno del gruppo PD del quale sono capogruppo in circoscrizione 8, ho presentato un ordine del giorno sulla questione IMU (ex ICI) e Chiesa cattolica a titolo personale e non come Partito Democratico. In sintesi l’ordine del giorno chiede che il crocifisso appeso su una parete della sala consiliare (accanto al Presidente della Repubblica) venga rimosso fino a quando non sarà applicata l’IMU (ex ICI) ai beni immobiliari, non destinati al culto, di proprietà della Chiesa cattolica. Questo per garantire la parità di trattamento tra cittadini (e imprese) e istituzione religiosa. Per dare un segnale forte di disapprovazione verso un’imposta che distingue tra cittadini e tra enti. Mi scuso con chi non concorda, ma sono certo che l’uomo che è su quel crocifisso voterebbe a favore per questo ordine del giorno. La casa di Nazaret sarebbe sicuramente, oggi, assoggettata all’IMU. Cristo oggi non farebbe miracoli, ma chiederebbe giustizia.

Di seguito l’ordine del giorno.

ORDINE DEL GIORNO: MANOVRA MONTI “SALVA L’ITALIA”

La manovra finanziaria “Salva l’Italia” che il governo Monti ha presentato, prevede per la stragrande maggioranza dei cittadini italiani sacrifici enormi costringendo gli stessi a cambiare, in peggio, stile di vita.  I provvedimenti che il governo ha emanato incideranno, per elencarne solo alcuni, pesantemente sul sistema pensionistico, sulla sanità, sui trasporti e sulla prima casa.

Il governo, su quest’ultimo capitolo, ha deciso di reintrodurre l’imposta sulla prima casa, ex ICI ora IMU, aggravandola con la rivalutazione del valore catastale.

COSTATATO CHE

La manovra finanziaria del governo Monti grava essenzialmente sui cittadini a basso e medio reddito lasciando fuori, ancora una volta, i grandi redditi e patrimoni.

La riproposizione dell’imposta sulla prima casa non è applicabile ai beni non di culto della Chiesa Cattolica.

Questo crea una disparità di trattamento tra cittadini e Chiesa Cattolica, tra imprese e Chiesa Cattolica.

PREMESSO CHE

Il presente ordine del giorno non è, e non vuole affrontare questioni di tipo costituzionale, ideologico o filosofico, ma solo ed esclusivamente di giustizia sociale e di parità tra le parti di uno stato che deve essere prima di tutto giusto.

Non si mette in discussione il ruolo della chiesa, soprattutto di base e in ambito sociale

SI CHIEDE

Al Presidente, alla Giunta e al Consiglio della Circoscrizione Otto di togliere il Crocifisso dalla parete fronte presidenza fino a quando non verrà ristabilita la parità di trattamento tra cittadini, imprese e Chiesa Cattolica con l’estensione della nuova imposta, IMU, al patrimonio immobiliare della Chiesa Cattolica non destinato, realmente, al culto religioso.

Primo firmatario

Augusto Montaruli

 

 

 

 

Posted under: Il fiume in mezzo

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0 comments

  • a parte una strettissima opinione personale, secondo la quale il crocifisso andrebbe rimosso comunque, mi piace questa tua iniziativa personale; magari vengo a passare la vecchiaia a san salvario, se comtinuate a renderlo così vivibile come sembra

  • Sono un sacerdote, quindi di parte. Mi chiedo se la Chiesa cattolica in Italia, nel suo complesso, sta violando una legge o qualche disposizione nel pagare l’Ici per certi immobili e non per altri. Se non viola una legge non capisco il senso della sua protesta, non capisco perchè vuole la rimozione del crocifisso che sta lì legalmente (vedi da ultimo la sentenza della Corte di Giustizia). Mi pare molto poco democratico cambiare le cose non seguendo le vie che il diritto ci fornisce per cambiare le cose.

    Quando una situazione non ci piace è sempre e solo la violenza, verbale ed ideologica, il mezzo per cambiare?

    Non piace a qualcuno il regime fiscale della Chiesa? Faccia proposte legislative, si cambino i trattati, ma rispettando le regole, altrimenti che senso ha la democrazia, il fatto che lei sia stato eletto?

    Stiamo davvero diventando il paese in cui chi urla più forte ha ragione?

    Cordialità e la ringrazio dell’ascolto.

    • Caro Don Luca,
      la Chiesa non sta violando nessuna legge, è lo Stato italiano che crea disparità. Se ha letto il mio ordine del giorno io chiedo che la Chiesa paghi le tasse quando genera profitto ristabilendo parità tra cittadini e Chiesa, tra cittadini e imprese.
      Il riferimento al crocifisso è volutamente provocatorio, a me non fa “impressione” che ci sia, figuriamoci. Credo però che quel crocifisso debba anche simboleggiare, oltre alla fede di molti italiani, il rispetto reciproco tra Stato e Chiesa.
      Forse è arrivato anche il momento di qualche riflessione dalle vostre parti, senza urlare. Perché io non ho urlato.
      Se sta da queste parti verrei a trovarla molto volentieri.

  • Ma se lo Stato crea disparità perché dovremmo prendercela con il Crocifisso? Se è lo stato a sbagliare, a rigor di logica, perché non togliere la foto di Napolitano che rappresenta, appunto, lo Stato e… mi perdoni la provocazione, la classe politica che – mi pare – ha creato ben più significative disparità (penso, ad esempio, al cumulo di prebende di certi personaggi del presente e del passato che come professori, magistrati, onorevoli, senatori, europarlamentari e compagnia belle ricevono qualche soldino, mi pare, di troppo rispetto alla giustizia sociale)?

    E poi, mi allungo, lei scrive che la Chiesa non dovrebbe pagare Ici solo sui luoghi di culto. Bene. Quindi dovrebbe pagare anche su: oratori, mense per i poveri, alloggi per senzatetto, aule di catechismo, centri di ascolto, scuole, ospedali, università? Legittimo chiederlo, ma ovviamente questo significa che anche tutti gli altri che si occupano di questi settori – altrimenti vorrei capire la differenza di trattamento – dovrebbero farlo. Legittimo chiederlo, ma questo non uccide il no profit? Ci conviene? A me converrebbe e molto. Chiudo tutto, dico la mia messa quotidiana, qualche funerale e poi me ne sto in panciolle… o forse andrei altrove dove sarà ancora possibile occuparsi di chi soffre.

    Perdoni la franchezza, ma ho la sensazione che – in generale – questa sia solo una guerra contro la Chiesa (non la sua personale, a livello nazionale) usando un pretesto qualunque ed un qualunque malumore. Ma questa è guerra contro i poveri, non contro i veri ricchi. Io sono a Beinasco, non sono sacerdote di una chiesa ricca, chiuderei tutto e di quei tutti che resterebbero a piedi di chi si occuperà? Perdoni l’arroganza, ma certamente non quei fini pensatori ed arguti politici che, da anni, urlano contro la Chiesa ma non muovono mai un dito per chi è povero e solo. l’On. Pannella, per citare una persona che da anni ripete gli stessi mantra, verrà lui a tenere i 200 bambini di estate ragazzi? Lo aspettiamo a braccia aperte.

    Grazie di questo spazio.

    • Caro Don Luca, questo spazio è a sua disposizione. Anzi sono io che la ringrazio per i suoi commenti.

      Mi lasci replicare con un aneddoto.

      Mi è capitato anni fa di prendere un volo che da Roma mi riportava a Torino. Nella fila accanto alla mia era seduto un prete, un po’ spettinato, l’abito sgualcito, una borsa molto usata, una piccola croce all’occhiello della giacca. L’osservavo pensando ai suoi pensieri, alle mille cose di cui si occupava, alle sue preoccupazioni. Ho pensato che rappresentava davvero il Cristo sulla croce.
      Poi ho visto arrivare un altro prete, elegantissimo, il vestito impeccabile, il borsalino, anello a non so quanti carati e una bella e grossa croce che luccicava all’occhiello.
      I due hanno incrociato lo sguardo e non si sono nemmeno salutati.
      Ecco, quando dico che Cristo lo farei scendere dalla croce, lo dico perché convinto che andrebbe sicuramente a salutare e supportare quel prete dall’abito sgualcito.
      La storia dell’IMU è tutta qua.

  • Credo che Cristo, mi faccia fare il prete, andrebbe per primo a salutare il prete azzimato così come ha fatto con Levi, così come ha fatto con Zaccheo. Già a suoi tempi diceva che se la faceva con i pubblicani… Cristo va da chi ha bisogno di Lui, non da chi decidiamo noi che ne sia degno, e questo mi consola quando non ho voglia di andare io dove mi è più difficile andare.

    Ma al di là dell’aneddoto, mi perdoni, non ha risposto alla mia domanda. Se la responsabilità è dello Stato perchè sa la prende con il crocifisso? E poi, scusi ancora, se ritiene che la Chiesa dovrebbe essere solo esentata per il culto, cosa mi dice di tutto il resto?

    Perché la storia dell’Imu non è affatto tutta qua… la storia dell’Imu è voler cancellare, stando al suo ordine del giorno, migliaia di poveri, di giovani e di persone che la Chiesa assiste, e una battuta sul prete azzimato non dà nè da mangiare a chi non ne ha, né restuisce dignità a qualcuno, nè educa i disadattati.

    Perdoni l’ardire, ma credo sia utile confrontarsi sui fatti, non su dei cliché….

  • L’aneddoto voleva evidenziare il fatto che ci sono due Chiese. Voleva essere una metafora su chi deve pagare le tasse e chi può essere esentato. Le parrocchie, i conventi, gli oratori, i luoghi di aggregazione e tutte quelle organizzazioni che non hanno fini di lucro.
    Il Cristo che scende dalla parete è un’altra metafora.
    Purtroppo, e lei mi dispiace dirlo, lo dimostra, in questo a paese si è prima appartenenti a una categoria, si è prima tifosi e poi cittadini che dovrebbero avere come riferimento primario la Costituzione.
    Vale per i cattolici, gli ebrei, i musulmani, i notai, i farmacisti, i politici di professione, i dentisti ecc ecc
    Inoltre se Bagnasco è disponibile a rivedere la legislazione qualche motivo ci sarà, no?
    Il bene comune scivola inesorabilmente in secondo piano, quando va bene.
    Ripeto ancora, perché vorrei essere chiaro su questo punto, che il riferimento a Cristo e alla croce è fatto con il massimo rispetto e affetto per la figura che è rappresentata. Se non sono stato chiaro, mi scuso e spero ora di aver chiarito.

  • Grazie di aver specificato: ma il suo ordine del giorno non dice di esentare gli oratori etc., dice di esentare i luoghi di culto, cioè cappelle e chiese, stop. Io sono certamente tifoso dell’italiano che ha un significato preciso, qualunque appartenenza noi si abbia e non amo molto il qualunquismo di ogni tipo e colore, compreso quello della Chiesa qualche volta.

    Sono pedante, lo riconosco ma le ripeto: se lei scrive che la responsabilità è dello Stato, perchè il crocifisso e non la foto di Napolitano?

    Cordialità.

    • Sarò disponibile ad emendare l’ordine del giorno che mi rendo conto non essere chiaro su cosa si deve, secondo me, intendere per luogo di culto. Sul qualunquismo concordo in pieno.
      Napolitano ha pieno titolo stare li, non tanto in quanto Napolitano, ma perché rappresenta la Repubblica Italiana, quindi tutti gli italiani, e la Costituzione. Poi dura sette anni e allo scadere viene democraticamente rimosso. Certo se fosse su una parete di una chiesa i fedeli avrebbero tutto il diritto di rimuoverlo. Quest’ultima è una battuta.
      Al prossimo commento penso che potremmo darci del tu, se vuole.
      E se passo da Beinasco la vengo sicuramente a trovare, vedrà che diventeremo amici.
      Buonissima domenica.

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