Augusto Montaruli

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Il disumano

Siamo a Torino nel quartiere multitutto: un po’ figo, un po’ movida e spensieratezza, un po’ trendy, un po’ impegnato socialmente, con tante associazioni, con tante religioni e tanta umanità proveniente da tutto il mondo. E in questo mare di umanità non manca la disumanità, le solite povertà e i personaggi che sulla disumanità fanno affari arrotolandosi il pelo sullo stomaco. C’è una casa a San Salvario, una casa bella grande con tre scale e una sessantina di luoghi definiti con generosità appartamenti. Dentro l’umanità varia, un po’ è nostrana e tanta è di tutto il mondo. Difficile contarla quest’umanità che è sotto scacco di un disumano padrone di tutta la casa e della sua condizione di vita. La casa cade a pezzi, infiltrazioni d’acqua, topi e scarafaggi in quantità, il gas è in bombole, niente a norma di legge.  Tutto è lasciato andare.  A volte un piccolo incendio in un “appartamento” vuoto, qualche intossicato, un articolo di giornale e poi nulla. E’ luogo di spaccio e di ritrovo di chi si va a fare, tanto è sempre aperto e l’entrata è libera. In quel luogo abitato anche da molti bambini. E’ una storia già vista solo pochissimi anni fa, a pochi isolati di distanza. Sempre la stessa umanità, sempre lo stesso disumano. E il disumano se ne fotte. Noi no però, noi non possiamo fottercene. I disumani non li dobbiamo più tollerare.

Come in un romanzo di Dickens, mandiamogli i fantasmi del passato del presente e del futuro. Anzi no, mandiamogli i Vigili del Fuoco, i Vigili Urbani, la Polizia di Stato, e, soprattutto la Guardia di Finanza.

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  • “Come in un romanzo di Dickens, mandiamogli i fantasmi del passato del presente e del futuro. Anzi no, mandiamogli i Vigili del Fuoco, i Vigili Urbani, la Polizia di Stato, e, soprattutto la Guardia di Finanza.”

    Mandiamoli, ma dai proprietari.

  • E’ ora di smettere di tollerare, di voltare lo sguardo, di “farsi i fatti propri”.
    LORO, quell’umanità, SONO i fatti nostri!
    Ho conosciuto, e conosco, persone come quel “disumano” e penso che dobbiamo anche smetterla di pensare che “mandare la finanza” sia delazione.
    E’ semplicemente desiderio di legalità.
    (verifichiamo poi solo che ci vadano davvero e che il “disumano” non abbia degli “umanissimi” santi in paradiso. ma questa è un’altra storia)

  • Io non sono così convinto che Asl e forze dell’ordine siano così all’oscuro di quello che avviene in certe case di San Salvario e di Barriera di Milano. Conoscono benissimo i ras delle topaie e il loro modus operandi ma non si capisce perché preferiscano tollerarli anziché combatterli. La povera gente che abita quelle case (se si possono chiamare così) ha poi paura di denunciare per timore di finire su una strada. E il fenomeno è diffuso più di quanto si possa immaginare, anche molto lontano dal cuore pulsante di San Salvario. Nella casa in cui abitavo qualche anno fa, via Nizza pressi corso Dante l’apparentemente innocua vecchina proprietaria di mezzo stabile affittava a 400 euro al mese un buco malsano in cui vivevano 15 muratori marocchini accampati alla bella e meglio. Sarebbe bastato un incendio per avere una tragedia. Avessi mai visto una pattuglia della polizia, una macchina dei vigili, un funzionario dell’Asl.

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