Augusto Montaruli

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O si cambia o si muore

La discussione sul destino delle circoscrizioni torinesi langue, scende sempre di priorità, quando se ne discute, si parla di buche sull’asfalto: quante ne deve tappare l’ente centrale e quante l’ente di prossimità. Una cosa tutta amministrativa con poca politica, dove la circoscrizione può tranquillamente essere sostituita da un numero verde o da uno sportello. Nel frattempo i cittadini e le associazioni prendono le distanze, percepiscono l’inutilità, soprattutto ora che non ci sono soldi da distribuire, e la mancanza di proposta progettuale. Intanto stanno per definire i decreti attuativi della legge sulle città metropolitane, decreti attuativi, che se non cambieranno, faranno scendere di un livello le circoscrizioni torinesi. Il livello zero, cioè inutile.  E se ciò accadrà, non dovremo prendercela con il sindaco, con la giunta o con il destino baro e crudele. Sarà tutta colpa nostra, dei presidenti, dei coordinatori, dei consiglieri e, non me ne vogliano, delle associazioni: tutti troppo presi dal presente e poco propensi a parlare di futuro. Come buona parte del mondo che ci circonda.

Sarebbe il caso di parlarne. Prima e non dopo. E il primo che mi viene a parlare di democrazia partecipata me lo mangio!

 PS: propongo il premio nobel per il decreto legge più surreale al mondo e in geografia a chi ha firmato la legge sulle città metropolitane.

Posted under: Il fiume in mezzo

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