Augusto Montaruli

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La bufala e la sinistra

L’altro giorno su facebook ho postato un link ad un pesce d’aprile che riportava la notizia (ovviamente falsa) di un provvedimento di legge che stabiliva la gratuità dei trasporti per i ROM. La notizia veniva commentata entusiasticamente dal Presidente della Commissione Pari Opportunità della Camera, Beneamato (che non esiste). Il mio status su Facebook era tutto sull’effetto virale della bufala: “Ecco come funziona, scrivono un pesce d’aprile e molti ci cascano e fanno girare sui social. Da bufala diventa notizia vera. Una tecnica vecchia che il social network amplifica alla grande.”

Come spesso e purtroppo capita i commenti allo status sono stati tutti sugli zingari e non sulla bufala e il suo effetto perverso e disinformativo. Quell’effetto che ci rende peggiori, anche al momento di votare. Che ci rende peggiori anche se dichiariamo di essere di sinistra (?). Vi riporto questo, invitandovi ad una, indispensabile se ci teniamo ancora, riflessione.

Io ho abboccato al pesce d’aprile, ma che non pagano e non gli fanno niente è vero, questi sono protetti dal Regio Decreto (chi conosce la storia sa che la regina Isabella era del Montenegro), l’unica bufala nella notizia è la decisione di SEL che non c’entra niente è del loro consigliere che non esiste per il resto mi sembra tutto corrispondente alla realtà. Io che ho sempre avuto ideali di sinistra sono dell’idea che bisogna aiutare tutte le famiglie desiderose di integrarsi che abbiano l’onestà e la volonta di farlo ma tutti gli altri che approfittano volutamente dei sussidi e degli aiuti sociali li manderei fuori dalle palle senza diritto di replica, e gli zingari per esperienza personale nel Dna hanno solo delinquenza.

Sconfortato da sinistra e dna degli zingari ho commentato così:

Riflettici sopra, ma tu sei di destra. Di estrema destra. Non ti offendere, ma è così.

Concludendo, tra le nostre fragili schiere c’è questo e forse di peggio. Qualcosa sarebbe da fare, altrimenti si mette male davvero.

PS: il nostro amico conosce la storia, dice, ma la regina era Elena e non Isabella. Non ricorda o non sa che grazie alle teorie sul DNA insieme ai milioni di ebrei nei lager nazisti fecero “compagnia” centinaia di migliaia di Rom. Non sa che la storia si può ripetere. Grazie anche alle “bufale”.

 

Posted under: Arturo

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