Augusto Montaruli

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La certificazione di un fallimento

img_8368Le responsabilità delle scelte politiche sono di chi le attua e di chi le stimola con azioni e idee, quando queste ultime sono concrete ed efficaci. La decisione di mettere in vendita l’ex ospedale omeopatico di via Lombroso 16 destinandolo a edilizia residenziale è una scelta della giunta comunale. Sbagliata a mio parere, ma facilmente prevedibile, per tre motivi: 1) la disperata necessità di fare cassa; 2) non è stata proposta una soluzione alternativa, anche perché è mancata la discussione e l’elaborazione della stessa; 3) perché al territorio, realtà più geografica che politica, non è stato chiesto un parere e perché non c’è concertazione sulle scelte che sullo stesso si fanno. Questo a dimostrazione della debolezza politica delle istituzioni di prossimità, ne avremo una prova concreta a breve con la riforma del decentramento.  A dimostrazione anche della mancanza di progettualità e di visione anche della cosiddetta società civile.

L’edificio di via Lombroso è in un contesto pubblico, c’è un centro d’incontro; una biblioteca inserita in un polo culturale al quale collaborano associazioni di territorio. Si fanno eventi, si presentano libri, c’è passaggio di persone. Vedo complicata la convivenza con decine di appartamenti, soprattutto se di pregio. Diverso sarebbe stato se la destinazione fosse stata rivolta ad una residenza per studenti universitari. Questa sarebbe stata una scelta adatta al contesto e in linea con le ambizioni della città. Una scelta però che avrebbe richiesto visione, discussione, ricerca di investitori privati, proposta e concertazione.

Spero ci sia ancora tempo per un emendamento in consiglio comunale, perché nel caso passasse la proposta della giunta insieme alla vendita dell’edificio sarà certificato un fallimento politico. Il nostro.

Intanto il supermercato più grande del quartiere propone una tessera riservata agli studenti che darà loro diritto a sconti. Per dire che dedicare quel palazzo a residenza per studenti non è uno sfizio radical chic, ma è favorire lo sviluppo economico di un quartiere.

 

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