Augusto Montaruli

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I diritti, i gay e la “maturità” dei giovani del PD di Torino

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Gay Pride 2014 a New York Giovani che chiedono e si divertono

L’ho messa sull’ironia, non sapevo come altro metterla, lasciatemi dire però che a me preoccupano giovani che scrivono documenti da vecchi e in perfetto inutile datato stile politichese. E’ proprio vero che l’età è quella che vivi non quella che hai. Leggete e fatevi un’idea.

Di solito i giovani, per come li ricordo io, vogliono, pretendono ora, non sono inclini al rimandare e al compromesso. Invece leggendo questo documento – approvato dall’attivo degli iscritti dei giovani democratici della provincia di Torino, che riguarda i diritti civili dal titolo, un po’ forte devo ammettere, DIRITTI CIVILI: IL FUTURO E’ ORA! – devo constatare che possono esserci giovani maturi e responsabili anche in un’epoca frivola e “leggera” come quella che stiamo vivendo. Il documento esprime una posizione sulla questione delle coppie gay, senza tentennamenti e con una prosa degna di grandi politici del passato e speriamo del futuro quando toccherà a loro. Sotto riporto l’intero documento che spero faccia letteratura e diventi un caposaldo della politica dei diritti in Italia, ma lasciatemi evidenziare alcuni passi.

Gli opposti estremismi e le carriere: Si ritiene che la difficoltà principale nel legiferare in modo complessivo e coerente su queste tematiche sia da ricercarsi nel fatto che esse sono, da tempo, diventate terreno di scontro ideologico fra opposti estremismi, che, spesso, non sono altro che pretesti finalizzati allo sventolamento di totem identitari, al punto che vi sono personalità che hanno costruito intere carriere politiche su di esse.”

Mi vengono da elencare nomi e cognomi, da Giovanardi a molti del Partito Democratico che avrebbero fatto carriera contro e per i diritti. Una “lieve” differenza di posizione. E proprio su chi si batte per i diritti c’è una “lieve” ramanzina che denota la maturità dei giovani PD torinesi, leggete: Tuttavia, risulta controproducente un atteggiamento eccessivamente intransigente da parte di esponenti della corrente di pensiero progressista sui diritti civili, poichè toni esageratamente aggressivi rischiano di impedire dibattito sereno.”

Datevi una calmata, insomma.

Infatti, prosegue il documento, occorre abbandonare il metodo del tutto e subito per procedere passo dopo passo nel riconoscimento dei diritti in questione e per il compimento delle battaglie intraprese…. in altre parole, si deve procedere “per gradi”, introducendo norme, sia pure parziali e non soddisfacenti per tutti, che possano OGGI vedere la luce, piuttosto che ricercare soluzioni complessive in un futuro imprecisato.” 

Infine la proposta di grande buon senso, dettata con il plaid sulle ginocchia davanti al caminetto mentre si accarezza il cane accovacciato e con tutto il calore del focolare domestico:

1) Che lo stato di “civil partnership” venga declinato in due fattispecie:

– Un istituto assimilabile al matrimonio a beneficio delle coppie omosessuali, sulla scia della proposta dal premier.

– Una forma di unione civile più debole rispetto al matrimonio, in termini di diritti e di doveri, accessibile a tutte le coppie di fatto, non solo a quelle di tipo omosessuale, ma anche a quelle eterosessuali.

Bravi, bis. Un’unione civile più debole rispetto al matrimonio, e fate bene a specificare, in termini di diritti e doveri.

Infine quello che spero non sia uno scivolamento e frutto di una serata un po’ trasgressiva (birretta di fine riunione?):

“Che si apra un dibattito franco e serio sulla riforma generale della legge sulle adozioni semplificandone l’iter per tutte le coppie e che inserisca la possibilità di consentire l’adozione anche per le coppie omosessuali.”

Spero però che il dibattito franco e serio porti ad una definizione di cosa, scusate chi possano adottare dei gay: solo neri e disabili, per esempio?

 IL DOCUMENTO 28 OTTOBRE 2014 – ODG APPROVATO DALL’ATTIVO DEGLI ISCRITTI DIRITTI CIVILI: Il FUTURO E’ ORA! È opinione dei Giovani Democratici della Provincia di Torino che il tema dell’equiparazione dei diritti civili per le coppie di fatto, tra cui, ma non esclusivamente, quelle omossessuali, non sia più rinviabile, in quanto indice di civiltà. L’Italia è infatti l’unico grande paese europeo che non è stato in grado di dotarsi di una legislazione in merito. Si ritiene che la difficoltà principale nel legiferare in modo complessivo e coerente su queste tematiche sia da ricercarsi nel fatto che esse sono, da tempo, diventate terreno di scontro ideologico fra opposti estremismi, che, spesso, non sono altro che pretesti finalizzati allo sventolamento di totem identitari, al punto che vi sono personalità che hanno costruito intere carriere politiche su di esse. Da questo punto di vista, si valutano come inaccettabili atteggiamenti, per altro con radici profonde nella cultura del nostro paese, pregiudizialmente contrari ad ogni forma di riconoscimento pubblico\civile delle coppie omosessuali, caratterizzanti una parte della società civile ed una lobby politica trasversale, basati sulla convinzione dell’esistenza di una sorta di “ordine naturale”, immutabile, circa la composizione dei nuclei familiari. Tuttavia, risulta controproducente un atteggiamento eccessivamente intransigente da parte di esponenti della corrente di pensiero progressista sui diritti civili, poichè toni esageratamente aggressivi rischiano di impedire dibattito sereno. Posto il grande cambiamento culturale necessario affinchè tali provvedimenti vengano approvati, è indispensabile abbandonare il metodo del tutto e subito per procedere passo dopo passo nel riconoscimento dei diritti in questione e per il compimento delle battaglie intraprese. Pertanto, si valuta che l’unica via per uscire da questa situazione di impasse sia di superare il punto di vista “ideologico”, adottandone uno “pragmatico”, che riconosca le oggettive difficoltà di operare legislativamente su queste tematiche e provi a proporre delle soluzioni che possano realmente essere tradotte in provvedimenti normativi; in altre parole, si deve procedere “per gradi”, introducendo norme, sia pure parziali e non soddisfacenti per tutti, che possano OGGI vedere la luce, piuttosto che ricercare soluzioni complessive in un futuro imprecisato. Da questo punto di vista, non può che essere accolto positivamente l’annuncio del Presidente Matteo Renzi,di cui si auspica una rapida traduzione in azioni concrete, di procedere all’introduzione di una forma di unione civile, sul modello degli “Eingetragene Lebensgemeinschaft” in vigore in Germania, ossia delle forme di riconoscimento per coppie del medesimo sesso, con uno stato giuridicodel tutto assimilabile a quello del matrimonio, tranne per quanto concerne il regime delle adozioni (saranno possibile nel caso in cui l’adottando sia il figlio di uno dei due adottanti). Ciò premesso i Giovani Democratici della federazione di Torino propongono 1) Che lo stato di “civil partnership” venga declinato in due fattispecie: – Un istituto assimilabile al matrimonio a beneficio delle coppie omosessuali, sulla scia della proposta dal premier. – Una forma di unione civile più debole rispetto al matrimonio, in termini di diritti e di doveri, accessibile a tutte le coppie di fatto, non solo a quelle di tipo omosessuale, ma anche a quelle eterosessuali. 2) Che si apra un dibattito franco e serio sulla riforma generale della legge sulle adozioni semplificandone l’iter per tutte le coppie e che inserisca la possibilità di consentire l’adozione anche per le coppie omosessuali. I Giovani democratici della federazione di Torino si impegnano inoltre a inviare copia del presente documento al responsabile del gruppo di lavoro sui diritti civili dell’esecutivo nazionale Mattia Zunino, affinchè esso possa essere considerato il contributo della federazione al dibattito in merito alla creazione della proposta di legge popolare dei Giovani Democratici in materia di diritti civili.   Primo Firmatario: Riccardo Tassone

Posted under: Il fiume in mezzo

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