Augusto Montaruli

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Uber a San Salvario, ci mancava

La pubblicità è l’anima del commercio, la migliore delle pubblicità è quella che non si paga, ma ti arriva dalle pagine dei giornali sotto forma di articoli. Per fare un esempio citiamo l’accordo che un’associazione di via Baretti, il cui leader è Davide Pinto titolare del Diwan, avrebbe stretto con Uber. Tariffe agevolate per andare e tornare dal cuore di San Salvario. Niente di male se non fosse che Uber in mancanza di una normativa è considerato illegale, che i tassisti sono sul piede di guerra, che gli stessi tassisti avevano scelto proprio San Salvario per una protesta bloccando via Madama Cristina.

Niente di male se non fosse che faticosamente, sul tema movida, cittadini, esercenti e circoscrizione stanno con fatica ottenendo alcuni provvedimenti che vanno nella giusta direzione: parcheggi per residenti, pulizia anticipata di largo Saluzzo, pattuglione interforze nelle ore notturne e altro ancora.

Mi chiedo e giro la domanda a Davide Pinto, era il caso di stringere un accordo con un Uber? Non capisci che aggiungi un problema ai problemi? Dobbiamo aspettarci, oltre al casino che c’è già, le manifestazioni in ore notturne dei taxisti? Non sarebbe stato meglio temporeggiare e aspettare che la situazioni si chiarisse?

Non ti chiedo, caro Davide, di pensare al bene comune ma almeno confrontati con chi ha un po’ di sale in zucca, anche se mi rendo conto che non fa notizia, e la notizia, si sa, è l’anima del commercio.

 

 

Posted under: Il fiume in mezzo

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