Augusto Montaruli

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Vi racconto i “santini”

Fare il consigliere di circoscrizione non è star seduti sullo scranno, lì ci devi stare il tempo necessario per una discussione e per un voto. Il ruolo è tutto progettuale, di ascolto, di proposta, di realizzazione. Prevede lunghe camminate, incontri, verifiche. Prevede anche la consapevolezza dei limiti istituzionali previsti dallo statuto della città e dal regolamento del decentramento.

L’aspetto più importante, soprattutto di questi tempi di scarse risorse economiche, è la condivisione progettuale. L’obiettivo comune. La “complicità” con gli altri attori del territorio: associazioni culturali, sportive, scuole, gruppi spontanei di cittadini.

I miei “santini” segnalibro hanno questo scopo, raccontarvi alcune delle cose che grazie alla “complicità” sono state realizzate. E anche raccontarvi di un fiore.

I santini sono dei segnalibro, la parte elettorale può essere ritagliata. Le fotografie sono tutte mie, salvo quelle del sottoscritto che sono state scattate da Delia Gianti (camicia rossa) e mia figlia (con il papavero nel taschino). L’idea grafica è mia ed è stata perfezionata da un amico. I costi che ho sostenuto: 100 euro. Di più non posso permettermi e non sarebbe giusto , etico spendere. Duemila santini mi sono stati regalati da un amico, vero. Un amico che oltretutto abita anche in un’altra circoscrizione. Un amico.

Perché un segnalibro

L’idea era un santino che potesse avere una vita più lunga della campagna elettorale, che non finisse, nel migliore dei casi, nei contenitori della carta riciclata. Ho abbinato la mia passione per la fotografia con la passione per i libri (e le librerie indipendenti). Ed eccoli qui.

Cominciamo dal gattino

Diapositiva1Può sembrare un po’ ruffiano, i gatti, si sa, fanno tenerezza e “acchiappano”. Non è così e a prescindere a casa ne ho due e ne ho sempre avuti. La fotografia è stata scattata durante una mia camminata nel quartiere, come tante che faccio. Il gattino è una metafora del camminare il territorio: andando a verificare, incontrare, partecipare, organizzare. Questo credo sia il senso del fare politica in un ente di prossimità.

Le bocce

Diapositiva7Il gioco delle bocce non è solo un momento sportivo o ricreativo. Il gioco delle bocce è anche i luoghi, le bocciofile lungo il Po; è un pezzo di cultura della città; è persone che si incontrano, organizzano partite, una sana bevuta e una cena. La foto è stata scattata durante uno dei tornei organizzati dalle numerose associazioni e circoli della Otto, eravamo al circolo del Fioccardo. Grazie ad alcuni cittadini appassionati del gioco è partito un progetto di rinascita del gioco delle bocce, un progetto che ha ridato vita ad un torneo storico che ha messo in rete circoli e soprattutto persone.

Il monopattino


Diapositiva2Il controluce nasconde il volto del ragazzino che fa acrobazie, per ovvie ragioni di privacy e di eleganza non vi posso mostrare la grinta e la felicità che traspariva. Eravamo allo skate park di Piazza Zara dove si stava svolgendo la prima festa dello sport che vedeva i ragazzi su BMX, monopattino e skate veri protagonisti. La festa invece di essere una normale esibizione sportiva l’avevamo interpretata come un incontro tra chi frequenta il luogo e chi ci abita. I residenti del quartiere hanno svolto il ruolo di spettatori e di ospiti offrendo bibite e cibo; i ragazzi in cambio si sono esibiti in spettacolari acrobazie. Una giornata fantastica.

Sedici gambe, otto attori

Il 2015 Torino èsantino ultima verisone stata capitale europea dello sport. Noi abbiamo dato un contributo importante organizzando con la Fondazione del Libro e le Biblioteche Civiche il progetto Olimpo. Una serie di incontri con autori che scrivono di sport pensato per evidenziare l’aspetto culturale dello sport, la narrazione dello sport. Nell’ambito del progetto si è realizzato uno spettacolo teatrale, “Sporting”, tratto da un romanzo di Mauro Berruto. La foto l’ho scattata durante le prove. Lo spettacolo, che sta continuando ad essere rappresentato in giro per l’Italia, ha avuto il suo debutto a Matera nell’ambito degli eventi legati a Matera Capitale della Cultura. Perché lo sport è cultura e anche narrazione.

La barchetta

barchettaMi avevano inviato un messaggio: vieni davanti alla casa del quartiere e portati la macchina fotografica. L’aiuola Ginzburg era invasa da barchette di carta. Tutte azzurre. Si promuoveva un progetto diventato uno spettacolo teatrale bellissimo e godibilissimo. Quella barca sta a significare il viaggio, la visione, il remare insieme nella stessa direzione. E’ il senso dell’impegno sociale e politico. La barchetta in primo piano l’ho ricolorata di rosso, il perché diventa chiaro con il prossimo santino.

Il papavero

Diapositiva6Scattata ad Atene a marzo del 2015. L’unica fuori zona. Potrei scrivere che rappresenta il verde, le questioni ambientali, la sostenibilità eccetera eccetera. Sì sì, c’è anche questo, ma soprattutto il rosso. Sono di sinistra e Atene non è un caso.

Posted under: Elezioni 2016, Il fiume in mezzo

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