Augusto Montaruli

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Il tagliando e il garante della privacy

IMG_3121Oggi ho scritto al garante della privacy. Gli ho scritto perché stampare l’importo della tariffa sul tagliando che comprova il pagamento, quindi il diritto di parcheggiare nelle strisce blu, credo sia lesivo del diritto alla privacy. La tariffa è legata al reddito e quindi chiunque può, sulla base dell’importo esposto, risalire al reddito del propietario dell’auto e della sua famiglia.

A me personalmente frega poco, potete scavare quanto volete. A me quello che non piace è la faciloneria con la quale trattano queste questioni, a me quello che non piace è la curiosità morbosa di chi passera pomeriggi a curiosare tra i tagliandi esposti sui parabrezza. E non mi piace nemmeno che qualcuno giustificherà questa cosa con piglio da commissario del popolo o da agente civico delle tasse. Roba che ci abbruttisce ancor di più di quanto già siamo. Roba da regime. Spero che ci sia un bel ripensamento su questa questione, un ripensamento su tutto. Anche sulla legittimità di questa novità appendinica che fa acqua da tutte le parti. 

Di seguito la mail inviata all’URP del Garante della Privacy.

Buongiorno,

la presente per segnalare una possibile violazione del diritto alla privacy, segnalazione basata facendo riferimento all’articolo 1 del decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003. Articolo che prevede che “1. Chiunque ha diritto alla protezione dei dati personali che lo riguardano.
La segnalazione si riferisce al tagliando che GTT (azienda che ha in convenzione con il comune di Torino parcheggi e trasporto pubblico) rilascia agli abbonati al parcheggio in zona blu. Il tagliando, in allegato la fotografia, deve essere esposto sul parabrezza dell’auto e riporta, oltre ai dati del veicolo, l’importo pagato dall’abbonato.
A mio parere non ci sarebbe alcuna violazione se la tariffa fosse uguale per tutti (come era in vigore fino ad aprile scorso o legata alle dimensioni del veicolo o alla sua motorizzazione), invece da maggio è in vigore una delibera di giunta comunale che prevede una differenziazione di tariffa basata sul reddito ISEE.
E’ evidente che dall’importo pagato, e ripeto esposto su tagliando, si risale in qualche modo al reddito e quindi ad un dato sensibile. 
Vi chiedo se è lecito, in base al decreto sopra citato, esporre la tariffa e se, quindi ci siano violazioni al diritto alla privacy.
Distinti saluti
Augusto Montaruli

Posted under: Arturo, Il fiume in mezzo

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