Augusto Montaruli

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La lasagna è la mia metà

Dicevano ai bambini: sei nato sotto un cavolo, anche a me lo dissero, ma credo invece di essere nato sotto una pianta di basilico, se mai è esistita una pianta di basilico capace di ospitare sotto le sue foglie un pargoletto di cinque chili e mezzo.

Io sono per metà pugliese e per metà ligure, come uno strascinato condito con il pesto, alla mia metà ligure piace molto la lasagna al pesto, prepararla e mangiarla. A giugno specialmente. A giugno perché, modestamente, ci nacqui e perché gli ingredienti sono più profumati e saporiti.

Nel caso qualcuno volesse essere adottato da una pianta di basilico e cimentarsi nelle lasagne al pesto dovrà prendere tempo, spazio e iniziare rilassato.
 Volete provare? Ecco come la faccio io.


10603621_10203503047369358_2785676777890702705_nIl protagonista è il pesto, senza effetti speciali, il basilico va pestato nel mortaio. Io lo pesto con aglio, olio, parmigiano e pistacchi o mandorle. Se volete potete esagerare: mandorle e pistacchi. La ricetta originale prevede anche il pecorino e i pinoli invece dei pistacchi, ma io preferisco mandorle e/o pistacchi. E vabbè, nessuno è ligure perfetto (io lo son metà…).
Con effetti speciali si può usare il mixer. Fate voi, dipende sempre dal tempo e dalla voglia che avete.
Il coprotagonista, la sfoglia. 
La farina deve essere di grano duro, se macinata a pietra è meglio. Gli altri attori: un uovo, l’acqua, il sale.

Si impasta con calma, ma con grande partecipazione. Se il film non ha effetti speciali si deve fare a mano, tirare la sfoglia con il matterello, fatela schioccare e poi tagliatela in rettangoli da far bollire.

I caratteristi: fagiolini e patate. I fagiolini devono essere appena bolliti per rimanere croccanti. Le patate vanno bollite e poi tagliate a tocchetti piccoli.

 Guest star è il parmigiano grattugiato, una piccola ma significativa parte è assegnata al pan pesto.

La colonna sonora, che accompagna la preparazione, l’affiderei a Fossati o De André naturalmente.

Preparata la sfoglia, pestato il pesto, cotti fagiolini e patate, grattugiato il parmigiano e a portata di mano il pan pesto si comincia la fase di riempimento della teglia. 

Sul fondo della teglia un po’ di pesto allungato con acqua di cottura della lasagna e poi si adagia il primo strato di sfoglia. Sopra qualche fagiolino e qualche pezzetto di patata, pochi per carità devono solo accompagnare, il pesto e infine il parmigiano. Si va avanti così per quattro o cinque strati, non fatela troppo alta la lasagna.
Sull’ultimo strato mettete il pesto, abbondante, poi il parmigiano a coprire tutto e infine spolverate con un pochino di pan pesto.

FullSizeRender-17Infornate nel forno già caldo.
La lasagna sarà cotta quando sentirete il profumo del pan pesto abbrustolito. Occhio che brucia in fretta.

Il vino è meglio bianco, fermo, profumato e fresco.

L’antagonista del film sono le stoviglie da lavare, fatelo man mano che le usate, e’ meglio, così non avrete casino in cuscina.

Dimenticavo, nel piatto dove servirete le lasagne mettete qualche mandorla tostata. Io lo faccio per non trascurare la mia parte pugliese che è molto suscettibile.

Posted under: Bisogna pur mangiare

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