Augusto Montaruli

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Corso Marconi è come il caffè al bar

 

grazioso_monolocale_adiacente_corso_marconi_3320114512071347470L’altro giorno c’è stata una commissione di quartiere allargata alla cittadinanza che aveva lo scopo di raccogliere idee, punti di vista su una possibile riqualificazione, anzi “diverso utilizzo” di corso Marconi. Il corso che conduce dalla chiesa di San Salvatore (da qui San Salvario) al castello del Valentino. Il corso ora è percorso dalle auto solo nei controviali mentre le carreggiate centrali sono destinate su un lato a parcheggio e sull’altro a pista ciclopedonale. Una situazione temporanea ormai non più sostenibile vista l’importanza della via dal punto di vista storico paesaggistico.

Le idee raccolte sono state molte, ma unità di vedute pochissime. Qualcuno vorrebbe che tutto restasse come ora: dove mettiamo le auto? Qualcuno vorrebbe il ritorno delle auto nella carreggiata centrale e una pedonalizzazione sui controviali; altri la pedonalizzazione centrale e le auto nei controviali. Alcuni hanno chiesto, e mi pare una richiesta sensata, di ragionarci con un esperto che aiuti il percorso di raccolta di idee.

Ciò che penso io sulla questione, come vorrei il corso, non ha, a questo punto molto senso esplicitarlo. Comunque lo avevo detto a suo tempo, è qui. Ora dico semplicemente che intervenire su una parte importante del quartiere dovrebbe tener conto di quanto gravita intorno: del traffico, della scuola che insiste proprio lì, delle vie laterali, della movida, dei lavori che inizieranno in via Nizza e quindi della nuova via Nizza. Lasciatemi dire solo che un parcheggio in uno dei corsi più belli di Torino non si può proprio vedere. Almeno su questo mi piacerebbe trovare una visione comune.

Visione comune che si è trovata (non al 100%) sul mettere in protezione l’uscita della scuola Manzoni andando a pedonalizzare il controviale da Madama Cristina a via Ormea. Questo si potrebbe fare subito e senza costi, nell’immediato, per il comune.

Concludendo e scusandomi per la sintesi e invitando ad aggiungere contributi alla discussione lasciatemi dire che corso Marconi è un po’ come il caffè al bar: chi lo vuole normale, lungo, lungo ma macchiato, corretto grappa, ristretto, ginseng…. Vabbè è il bello della democrazia partecipata o meno. Però poi occorrerà fare la sintesi e magari usare la caffettiera di casa, quella senza cialde.

PS. non essendo questo un verbale formale mi sono permesso un pizzico di ironia. Scusate.

Posted under: Il fiume in mezzo

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