Augusto Montaruli

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Facciamo un “baratto” a San Salvario?

La premessa:

La riforma del decentramento sta privando i quartieri di punti di riferimento e di sportelli al cittadino, di fatto l’urp (ufficio relazioni con il pubblico) a San Salvario non c’è più e inoltre l’anagrafe non è in buone condizioni di agibilità oltre al rischio chiusura per mancanza di personale. Riforma del decentramento che nelle premesse e nelle promesse avrebbe dovuto prevedere a fronte di meno costi della politica maggiori servizi nei quartieri.

Vi farei (assessori, consiglieri, giunte..) questa proposta, un po’ per provocare ma soprattutto per vedere l’effetto che fa. Per essere propositivo e perché quella premessa/promessa andrebbe rispettata. Eccola, la proposta.

campana ottoC’è un edificio pubblico, l’ex sede della circoscrizione otto.
scalo vallino

C’è un’area privata, lo Scalo Vallino, (la proprietà è Ferrovie) dove sta sorgendo il secondo centro di biotecnologie, potrebbe, forse e speriamo, nascere un centro sportivo “convenzionabile” con le scuole e non solo,  e altro ancora da capire.
La vecchia sede della circoscrizione è sottoutilizzata, di fatto gli uffici sono solo su un piano oltre all’anagrafe di via Campana.

Lo Scalo Vallino ha bisogno di essere riqualificato, a mio parere, anche con servizi al cittadino.

La proposta che faccio è molto semplice, si tratta banalmente di un baratto (tecnicamente non saprei come definirla): cedere lo stabile di via Campana in cambio di un casa istituzionale allo Scalo Vallino. Si può fare, se lo scrivo è perchè non l’ho sognato, ma perchè ho fatto qualche verifica.

La ex sede della circoscrizione di via Ormea ha tutte le caratteristiche, mi dicono esperti del settore, per essere trasformata in una casa di riposo: gli uffici possono essere trasformati in stanze per esempio e non manca un giardino.

Allo Scalo Vallino si potrebbe invece ottenere in cambio di via Ormea un edificio concepito con criteri di sostenibilità ambientale, si potrebbe ripensare l’anagrafe (a pochi metri dalla metro), si potrebbero progettare uffici e aree da adibire a riunioni e altre da affidare ad associazioni.

Una casa istituzionale del quartiere in cambio di una struttura non più adeguata, sottoutilizzata e dai costi di gestione non più sostenibili da destinare a soddisfare un bisogno della popolazione anziana.
Io dico che si può fare, ci vogliamo provare ad esplorare quesa possibilità? Atrimenti ditemi, vi prego, perché no.

Posted under: Il fiume in mezzo

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