Augusto Montaruli

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Anna e Marco (e il 4 marzo)

Ve la ricordate quella canzone di Lucio Dalla che canta di Anna “stella di periferia” e Marco “che vorrebbe andar via” ? Erano giovani di periferia, erano gli anni 70. Anna e Marco avevano speranze e si tenevano per mano. Probabilmente erano lavoratori con dei sogni (“che volevano andar via”), erano operai cui qualcuno pensava. Anna e Marco andavano a votare perché si sentivano rappresentati. Tutelati.
Anna e Marco ci sono ancora e non so “se si tengono per mano”.
Anna non è più permalosa e Marco non ha più il cuore in allarme.
Anna probabilmente fa la commessa all’ipermercato, guadagna poco e lavora anche la domenica e il giorno che è Natale.
Marco corre tra uno scaffale e l’altro, con poche diritti e forse un braccialetto intelligente.
Anna e Marco dicono che sono tutti uguali, forse non votano più o votano chi gli indica un nemico: il negro che gli toglie il posto di lavoro.
Anna e Marco ora non “cominciano a volare”. Non vogliono più volare. Sono troppo arrabbiati per volare.
Anna e Marco che vivono ancora in periferia. Dobbiamo occuparci delle perferie, dicono e promettono. No. Dobbiamo occuparci di Anna e Marco. Anna e Marco che devono tornare a sentirsi rappresentati. Insieme a quei nemici che dicono gli tolgono il posto di lavoro. E senza braccialetti e turni impossibili.
Anna e Marco hanno bisogno che non scompaia la speranza. Io voterò per Anna e per Marco. Voterò perché non sparisca la sinistra in questo paese (e non solo).
Voterò Liberi e Uguali, consapevole dei limiti che ha un raggruppamento politico nato in pochi mesi. Voterò per Anna e Marco, perché non siano più arrabbiati. Perché tornino a volare.
Perché senza una rappresentanza di valori e di riferimenti culturali di sinistra in parlamento sarà buio pesto.

 

Anna come sono tante
Anna permalosa
Anna bello sguardo
Sguardo che ogni giorno perde qualcosa
Se chiude gli occhi lei lo sa
Stella di periferia
Anna con le amiche
Anna che vorrebbe andar via

Marco grosse scarpe e poca carne
Marco cuore in allarme
Con sua madre e una sorella
Poca vita, sempre quella
Se chiude gli occhi lui lo sa
Lupo di periferia
Marco col branco
Marco che vorrebbe andar via

E la luna è una palla ed il cielo è un biliardo
Quante stelle nei flipper sono più di un miliardo
Marco è dentro a un bar
Non sa cosa farà
Poi c’è qualcuno che trova una moto
Si può andare in città

Anna Bellosguardo non perde un ballo
Marco che a ballare sembra un cavallo
In un locale che è uno schifo
Poca gente che li guarda
C’è una checca che fa il tifo
Ma dimmi tu dove sarà
Dov’è la strada per le stelle
Mentre ballano si guardano e si scambiano la pelle

E cominciano a volare
Con tre salti sono fuori dal locale
Con un aria da commedia americana
Sta finendo anche questa settimana
Ma l’America è lontana
Dall’altra parte della luna
Che li guarda e anche se ride
A vederla mette quasi paura

E la luna in silenzio ora si avvicina
Con un mucchio di stelle cade per strada
Luna che cammina
Luna di città
Poi passa un cane che sente qualcosa
Li guarda, abbaia e se ne va

Anna avrebbe voluto morire
Marco voleva andarsene lontano
Qualcuno li ha visti tornare
Tenendosi per mano

Posted under: Arturo

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