Augusto Montaruli

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10 piccoli indiani, ovvero come ti uccido il decentramento

10 piccoli indianiLa promessa e la premessa al varo della riforma del decentramento fu: riduciamo il numero delle circoscrizioni e dei coordinatori da sei a quattro garantendo e rafforzando i servizi alla cittadinanza in ogni quartiere e il supporto necessario.

Basta non mantenere questa promessa/premessa per mettere in atto l’omicidio perfetto, come dieci piccoli indiani (poi otto, poi cinque, poi nessuno ne restò), per uccidere il decentramento. 

In circoscrizione otto il dirigente è a mezzo servizio e si divide tra la direzione della circoscrizione e la responsabilità dei servizi sociali della stessa otto e della uno. Le anagrafi sono ridotte a due da quattro che dovrebbero essere e con i prossimi pensionamenti o le prossime ferie estive il servizio attuale non è affatto garantito. I trasferimenti di personale non vengono rimpiazzati. L’URP (ufficio relazioni con il pubblico) esiste di fatto solo in corso Corsica (“riusciamo a gestire poche telefonate al giorno”). L’attesa per la definizione di un bando o di una manifestazione di interesse è infinita e questo toglie credibilità istituzionale all’ente di prossimità limitando fortemente l’azione sul territorio.  A questo si aggiunge in alcuni casi la conflittualità con l’ente centrale su luoghi che sono di competenza della circoscrizione.
Insomma, così si muore. Come diceva il poeta “lentamente si muore”. Qualcuno preferisce una fantasiosa democrazia partecipata ad una democrazia vera e “partecipabile” con regole certe e uguali per tutti. Sarebbe il caso di preoccuparsi e seriamente cominciando con il fare una verifica puntuale degli effetti della riforma del decentramento a due anni dall’attuazione e prima del definitivo passaggio a cinque circoscrizioni.

Questo post è stato pubblicato nella rubrica “Punti di vista” su nuovasocieta.it 

 

Posted under: Il fiume in mezzo, Post su Nuova Società

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