Augusto Montaruli

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Suor Cristina e le “bionde”

senza fissa dimora ginzburg

Le dodici di mattina. 
L’ho vista dall’isolato prima.
Era sdraiata su un cartone accanto ad un passo carraio.
In piedi un signore mi guarda e allarga le braccia.
Mi avvicino e la guardo.
Sembra dormire.
Sul volto ecchimosi e cerotti.
Si fermano due ragazze.
Le chiedo come stai.
Sono stanca, mi voglio solo riposare.
Chiamo l’ambulanza, le dico.
No, non lo fare.
Hai mangiato?
Sì, in via Nizza.
Da suor Cristina?
Sì, sì. E al nominare suor Cristina il volto si è rasserenato e le è spuntato un sorriso.
Le ho detto, chiamo suor Cristina.
L’ho chiamata e tutto si è chiarito.
Nel pomeriggio andrà dal medico che l’aspetta per una visita.
Le due ragazze la invitano ad andare su una panchina.
Ti facciamo compagnia se vuoi.
Le due ragazze sono italiane dalla pelle un po’ più scura.
Una scherzando chiama la sua amica “bionda andiamo”.
Ridiamo, più sereni.
Le saluto, ciao bionde. Grazie!

Posted under: Arturo, Il fiume in mezzo, Storie (piccole)

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