Augusto Montaruli

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Aveva una cosa importante da fare

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Lui è un po’ arruffato, vestito un po’ così come viene: i pantaloni alla caviglia, i capelli dove riescono a stare, i vestiti colorati. Insomma come gli pare e come lo fa star bene.
Quello che si dice un “tipo strano”.
Per qualcuno, un giorno, persino sospetto: con quello che si sente in giro…
Quel giorno arrivò la polizia:
favorisca i documenti.
E lui li favorì, tra il divertito e l’ansioso, non di paura, ma di sbrigarsela in fretta: aveva una cosa importante da fare.
Ed io lo vedo tra i due poliziotti, come Pinocchio con i carabinieri.
Mi avvicino e chiedo: che succede, io lo conosco, sta vicino a me.
Lui mi guarda e mi sorride saltellando sulle gambe: aveva una cosa importante da fare.
Ci hanno descritto un tipo sospetto. Grazie, ci scusi, andate pure. Dice la polizia.
Lui, ancora un sorriso e scappa via correndo infilandosi nel portone.
Intanto uno mi ferma e mi dice:
l’ho visto girare qui intorno, mi sembrava un tipo strano e ho chiamato la polizia. Con quello che si sente in giro…
Ma no, guardi che sono quelli che sembrano normali i tipi sospetti.

Dico io e lo saluto.
Vado a casa guardando in su e vedo le bolle di sapone salire verso il cielo.
Aveva una cosa importante da fare…

Posted under: Arturo, Storie (piccole)

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