Augusto Montaruli

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Se mi chiedessero…

Se mi chiedessero di dare un contributo nella scrittura del programma della coalizione che si candiderà a governare Torino, scriverei dei quartieri.
Scriverei partendo dalla convinzione che una città non è altro che è la somma di tanti quartieri. Una convinzione che è frutto di anni di marciapiedi calpestati, luoghi frequentati e persone, soprattutto persone, incrociate, conosciute e ascoltate. E partirei dal concetto di comunità, perché questo sono i quartieri anche se non c’è la consapevolezza di esserlo e il bisogno non è espresso dome dovrebbe.
 Mi porrei l’obiettivo di trasformare i quartieri in comunità autosufficienti dotate di trasporti funzionali, servizi di prossimità, luoghi di aggregazione e di informazione. Doterei i quartieri anche di bellezza, sì di bellezza. Perché una comunità autosufficiente e bella è anche sostenibile e solidale.
Per realizzarlo occorre analizzare cosa serve e cosa manca partendo dalla composizione della popolazione, dai bisognie e dalle potenzialità del territorio.
 Per rendere autosufficiente una comunità devi dotarla di servizi di prossimità invece che ridurli o chiuderli.
Per rendere sostenibile un quartiere devi fornire alla comunità una rete di trasporti e una viabilità efficienti.
Per rendere sicura una comunità devi sostenere i luoghi di aggregazione e incoraggiare la nascita di altri.
Per amare il proprio quartiere in modo da rispettarlo devi “implementare la bellezza”. Non è difficile, ci va coraggio e cambio di rotta. Si può partire dall’arredo urbano: dai dehors, dai cestini dei rifiuti, dalle panchine…
Se mi chiedessero un contributo lo darei sui quartieri. Dove vivono le persone. Dove occorre essere comunità.
Perché quelle orrende scritte si combattono anche così.

Posted under: Il fiume in mezzo

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