Augusto Montaruli

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Il fatalista

Dedicato a chi non capisce e se ne fotte

Mio padre era al comando di un caposaldo sulle rive del Don, non sono molti i suoi racconti ma quel poco che mi raccontava quando ero un ragazzino non li dimenticherò mai. Gli episodi delle sue medaglie, l’altoparlante dei russi che invitava per nome e cognome i soldati italiani a disertare, la barba che il gelo staccava a pezzi, il fuoco “amico” dell’artiglieria, le scarpe di cartone, la ferita che lo scampò dalla morte o dalla ritirata tragica. Ma il racconto che più colpì la mia immaginazione di bambino era del quello del fatalista: un suo soldato che sporgeva dal riparo per fumare una sigaretta. Al richiamo di mio padre che lo invitava a ripararsi dai tiratori al di là del fiume diceva che tanto è fatalità, che è scritto quando si deve morire.

La fatalità ha la mira buona, non furono molte le sigarette che fumò quel soldato.

#iorestoacasa #nonsiatefatalisti

Posted under: Arturo, Storie (piccole)

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