Augusto Montaruli

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Le scarpe nella cabina

Lo scorso novembre tornando a casa vidi in una cabina telefonica un giaciglio improvvisato, un senza fissa dimora lì aveva trascorso la notte per ripararsi dal freddo. Un mini loft minimalista che chissà se ha fatto tendenza e sarà esposto alla prossima fiera del mobile.

Oggi tornando a casa dal momento d’aria che ci è concesso giusto per pane e giornale, son passato dalla cabina telefonica e dentro ho visto un paio di scarpe. 

Scarpe consumate ma dall’aspetto elegante. Scarpe che avranno ballato, partecipato a cerimonie e fatto passeggiate in centro. 

Scarpe che son passate di piede.

Scarpe ora abbandonate o forse lì per segnare un posto occupato.

Scarpe lasciate per qualcuno che non sa dove metterli i suoi piedi.

Scarpe per piedi che camminano per una coperta o un giaciglio improvvisato.

Scarpe per gli ultimi, per uomini e donne che non sono nemmeno in saldo, piuttutosto in liquidazione totale.

Scarpe che avrebbero molto da raccontare, ma trovano poche orecchie ad ascoltare.

Posted under: Il fiume in mezzo, Storie (piccole)

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