Augusto Montaruli

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Matteo

Matteo tutte le mattine, tutte, mi manda un whatsapp. A volte due se non tre. A volte di stupidaggini, spesso di cose serie. Ci sono dei giorni che continua a mandarne: in tarda mattinata, al pomeriggio e alla sera. Anche tardi.

Questi sono giorni in cui i whatsapp arrivano ad ogni ora perché Matteo è lì dove serve e ti racconta: dove si distribuisce il cibo, dove gli ultimi sono “accolti” o accampati. Dove c’è un presidio. Dove ci sono ragazzi di ogni colore. Dove c’è un problema. Per non parlar di Carlo che questa è un’altra storia.

Con Matteo spesso ci sentiamo e parliamo, parla lui a dir la verità, di cose serie. Ma non manca mai la sua risata, che un po’ la provoco perché la sua sua risata è travolgente e contagiosa.

Ridi perché ride lui. Ridi perché ti liberi e ti rende complice. Non puoi solo piangere o incazzarti.

Matteo è una bella persona (bella dentro eh) e vi consiglio di ascoltarlo, di farvi raccontare. Di ridere con lui. Fa bene al cuore e all’anima.

Matteo ti voglio bene… e non cominciare a ridere.

ps: che poi a pensarci i Matteo non son mica tutti uguali (ridi Mattè)

Posted under: Il fiume in mezzo, Storie (piccole)

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