Augusto Montaruli

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Gaetano e il suo amico

  • Ieri sera il “Rapper di San Salvario” mi ha mandato questo Whatsapp. Io lo pubblico nelle storie e in una sezione del sito a lui dedicata,  per lasciare traccia, perché è anche questo un modo per raccontare il quartiere in cui vivo.

Venerdì, 22 maggio, sera


Comincio a mettere un po’ di ordine.

E il segno di questa sera è chiaro.

Finito di lavorare, son tornato a San Salvario.

Sono andato alla CDQ, cominciava a mancarmi, non ci andavo da due giorni.

Per fortuna c’è tanto da distribuire, ho fatto quattro viaggi con la macchina.

Al Cenacolo c’è Gaetano.

Tutte le volte a ripetermi: “Grazie Michele, grazie, grazie, grazie”.

Il tono della sua voce ti fa pensare che tu sia importante, più importante di lui.

Mentre aspettavo che scaricassero le cipolle si è avvicinato un uomo, un ragazzo, non si capiva.

Scuro di pelle, sporco, i pantaloni gli stavano su a fatica, anche la cerniera era aperta.

Mi chiede se poteva avere un po’ di pane, come sempre faccio fatica a reagire, il mio sguardo va altrove, chiedo a Gaetano di dargli qualcosa, lui chiudendo gli occhi, assente,  rientra a preparargli una busta.

Resto con lui sul marciapiede, comincia a raccontarmi le sue difficoltà, vive per strada, non sta bene.

E poi quella frase: “Mi fa male….”, finalmente riesco a guardarlo negli occhi, sono profondi e lucidi di pianto.

Gaetano arriva e gli consegna una busta, lui si allontana, ci lascia soli, ma non va via.

Gaetano comincia a raccontarmi qualcosa ma non sto a sentirlo, guardo al di là della strada, lui si avvicina e gli dice: “Ogni tanto ci arrabbiamo e ti insulto, ma ci vogliamo bene”.

Ora si allontana, penso che sia venuto solo per dire quelle ultime parole.

Torno ad ascoltare Gaetano, mi sta raccontando che una sera gli aveva chiesto pochi soldi e aveva deciso di non dargli nulla.

Tornato a casa non ha dormito, per tutta la notte.

Poco fa ho risposto al suo saluto di tutte le sere: “Gaetano sei un grande uomo”.

Anche il mio tono non ammette dubbi.

L’ultima cosa prima di salutarci, entro lunedì potrà darmi un centinaio di barattoli. Le marmellate ne hanno bisogno.


Note:

CDQ è la casa del quartiere di via Morgari dove, con l’aiuto di volontari (giovani!), si raccolgono e distribuiscono pacchi di generi alimentari per chi ne ha bisogno: oltre 500 famiglie e più di duemila consegna in pochissime settimane

Il Cenacolo è un luogo in San Salvario in via Belfiore dove un prete che sembra Bruno Lauzi e volontari come Gaetano da anni distribuiscono cibo agli ultimi. 

Posted under: Il fiume in mezzo, Rapper di San Salvario, Storie (piccole)

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