Augusto Montaruli

Il mio sito

Il ponte lo stemma e il partigiano

Esiste un sito dal nome inequivocabile – ventenniooggi.it – che, tranquilli non è di un fan di Salvini, documenta tutte le testimonianze del periodo fascista in Italia. Scritte sui muri, architettura, monumenti. Il curatore tiene a sottolineare che il suo lavoro ha solo “valenza puramente culturale e astenendosi da qualsiasi tipo di giudizio politico”. Io ci sono finito per una ricerca che stavo facendo sul ponte Balbis, e ho visto che il ponte c’è. Su quel sito. Come poteva non esserci visto il meticoloso lavoro del “curatore” del sito e cosa c’è sul quel ponte.

Lo scorso marzo a lockdown ancora da iniziare ho fatto una passeggiata lungo le rive del Po, arrivando al ponte Balbis, dove di solito urlo per sentire l’eco facendo ridere i bambini e spaventare i ciclisti, alzo lo sguardo verso le arcate e guardo gli stemmi che ci sono, uno per arcata e si alternano quello dei Savoia e un fascio del ventennio. Fascio del ventennio che l’attento curatore del sito di cui sopra documenta. 

Ho fatto una foto chiedendomi come sia possibile che siano ancora lì. Come sia possibile una distrazione così evidente. L’altra domanda che mi son fatto è legata all’intitolazione del ponte, possibile che quando è stato deciso di cambiargli nome, da Vittorio Emanuele III a Franco Balbis nessuno si sia accorto della enorme contraddizione, dell’ossimoro offensivo, tra quello stemma e l’uomo a cui è stato intitolato il ponte?

E sì, perché Franco Balbis è stato fucilato al Martinetto e buon gusto, storico e morale, vorrebbe che quegli stemmi venissero rimossi. 

Uno però lo lascerei all’ingresso del ponte insieme ad una targa che dicesse così: “Questo ponte che si chiamava Vittorio Emanuele III, perché solo i regimi intitolano a governati viventi qualcosa, fu poi dedicato a Franco Balbis, partigiano e martire della Resistenza fucilato al Martinetto. Lo stemma fascista è stato rimosso per rispetto nei confronti della figura di Balbis e a chi come lui si è sacrificato per la libertà”

Sarebbe bello, sarebbe giusto farlo.

Non farò atti formali per chiederlo, non ho nessuna voglia di sentire strane giustificazione o arrampicate sui vetri.

Arrampicatevi sul ponte e toglietelo.

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