Augusto Montaruli

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Ricomicio da Otto cose da raccontare

Non voglio fare l’elenco delle “cose fatte” in questi cinque anni di consiliatura alla Otto, preferisco raccontarle. Preferisco raccontarle partendo dalla “cosa fatta” più emozionante. Prima però lasciatemi dire che tutto ciò che si propone, si realizza parte da pensieri comuni, da discussioni a volte serene e a volte no, dalla collaborazione e dalla condivisione di risorse e obiettivi. Condivisione non è un tasto sul social, è avere la stessa passione mettendosi a disposizione e poi andare con ostinazione, e un po’ di divertimento e leggerezza che aiutano sempre, verso la meta.  Anche se la condivisione non è per niente scontata ed è maledettamente complicata da attuare di questi tempi. Nella seconda parte della consiliatura occupandomi di sport ho condiviso con Paola Parmentola, che svolgeva il ruolo di coordinatrice della commissione cultura di cui lo sport è parte, il percorso verso la meta. Come dicevo sopra: pensieri comuni, discussioni, collaborazione, condivisione di risorse e obiettivi. Con ostinazione divertimento e leggerezza.

Ricomincio da Otto dicevo in un altro post: perché quel numero resta, perché a contarle almeno Otto cose le ho fatte. 

Uno

DSC_2057 copiaQuel concerto di Gianmaria Testa in compagnia di Giancarlo Caselli che riempì tutto il Tempio Valdese. Ci lavorai come redattore di Ottoinforma insieme all’ANPI e Raffaele Scassellati, al Teatro Baretti e Marco Vernetti e all’Associazione Dobhran e Massimo Pizzoglio. E tanti altri che ci aiutarono a vendere i biglietti. Riuscimmo a raccogliere 5.000 euro che donammo al Museo della Resistenza.  E’ il ricordo più bello, emotivamente più forte di quei cinque anni.  Un ricordo politico, sì, tutto politico: la condivisione di un progetto, il coinvolgimento di molti è politica. L’emozione è politica. Anche i libri sono emozioni, vi consiglio il libro di Gianmaria Testa edito a Einaudi “Da questa parte del mare”.

Due

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C’è stato anche il “lavoro” di redattore del giornale che mi ha consentito di esplorare la Otto, conoscerla meglio. Capirla meglio. Con il giornale abbiamo parlato di crisi, abbiamo conosciuto realtà artigianali importanti, raccontato storie di persone. Sostenuto e coinvolto le librerie indipendenti.  Un lavoro politico, sì, tutto politico. Conoscere il territorio che si amministra, indirizza le priorità. Dà la giusta rotta alla navigazione.

Tre

L’idea del PIA (Progetto integrato d’ambito), consentitemelo è frutto di unaOLYMPUS DIGITAL CAMERA mia ostinazione poi condivisa con tutti e infine gestita dal coordinatore.  Se nei prossimi anni Torino avrà un quartiere non centrale e aulico con un arredo urbano dedicato e armonico con le sue caratteristiche sociali, culturali e urbanistiche quel quartiere sarà San Salvario.  La bellezza è un progetto politico, è deve essere godibile da tutti.

Quattro

santino ultima verisoneIl progetto Olimpo, l’evento culturale di Torino Capitale Europea dello Sport, realizzato con la Fondazione del libro e le Biblioteche Civiche. Un salone off dedicato allo sport narrato incontrando autori anche nei luoghi dove lo sport si pratica. Evento concluso con cinque giornate culminate nello spettacolo teatrale Sporting.

Cinque

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Abbiamo “giocato a bocce” rivitalizzando questo sport e interpretandolo come volano di aggregazione sociale e di rivitalizzazione delle bocciofile. Un primo risultato la riedizione del torneo Eridano. E abbiamo anche chiuso (finalmente) le bocciofile “finte” e inutilizzate o utilizzate per altri scopi.

Sei

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Abbiamo interpretato le feste dello sport (Skate Park di Piazza Zara e l’associazione di quartiere Pilonetto Insieme) come momento di aggregazione, facilitando l’incontro tra utenti dei luoghi sportivi e cittadini. L’incontro e la condivisione dei luoghi  combatte i pregiudizi e progetta il futuro.

Sette

pallanuotoAssegnazione degli spazi sportivi in modo condiviso e partecipato. Prima le scuole e la disabilità, poi i bisogni dei cittadini e l’agonismo. Abbiamo definito la vocazione delle due piscine dedicando più spazi all’agonismo alla Parri e al nuoto libero alla Lido. In questo modo abbiamo potuto aprire, per primi a Torino, la piscina Lido la domenica. L’assegnazione degli spazi sportivi è un atto politico e non una pratica solamente amministrativa. Adesso abbiamo anche una mappa in rete dei luoghi dello sport. E non solo, nelle due piscine ora ci sono anche i libri: da leggere, consultare e portare a casa. E’ il book crossing attivato con la Biblioteca Civica di quartiere Ginzburg.

Otto

pallanuoto parriIl complesso sportivo Parri e l’area che lo circonda sono passati dal demanio statale a quello comunale: ora è possibile riqualificare quel luogo utilizzando tutte le potenzialità esistenti. Lo possiamo fare grazie anche agli studenti di Architettura che partecipando al congresso mondiale degli architetti del paesaggio (IFLA2016) hanno elaborato un’interessante proposta di riqualificazione. Infine il Circolo Garibaldi ora è finalmente accatastato, dalla prossima consiliatura può partire un bando che consente di dare una svolta a quel luogo aprendolo alla cittadinanza nel pieno rispetto della sua storia.

Mi fermo a Otto per coerenza con il santino e perchvaldeseé non tutto è raccontabile, perché ci sono cose mie che ho fatto per il piacere di farle. Da normale cittadino. E va bene così, al limite ci saranno tracce in giro di qualche mia foto o magari un film al quale ho collaborato.

Lasciatemi concludere dicendo che in queste Otto e più cose ci sono tante persone, persone che mi hanno raccontato, proposto, aiutato. Persone appassionate. Persone che in qualche caso sono amici in più. Veri. E forse è questa la motivazione più forte per cui… ricomincio da Otto.

 

Posted under: Elezioni 2016, Il fiume in mezzo

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