Augusto Montaruli

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Chilometro zero

FullSizeRender-16-225x300La mia candidatura l’ho annunciata qui, dove ho provato a spiegare i motivi che mi hanno spinto ad accettarla – impegno, testimonianza, ecc ecc. – che sintetizzo nel “C’è un maledetto bisogno di sinistra”.

C’è un’altra motivazione però che vorrei provare a dirvi.

Io mi considero scherzosamente, ma fino ad un certo punto, un politico di borgata. Quello che nel quartiere conoscono, fermano per strada. Quello cui fanno proposte, reclami, sfoghi, chiedono consigli, informazioni e, capita, anche solenni cazziatoni: a volte a torto a volte a ragione. Insomma uno come tanti che per un pezzo della sua vita è in una istituzione. Uno eletto simile a chi elegge. 

Se dovessi avere un buon risultato questo sarebbe, sperando lo capisca chi deve capire, un segnale forte perché la politica possa ripartire dai luoghi, dai territori, perché chi è eletto non si rinchiuda in sale frequentate da chi sa già o dal pubblico itinerante della politica.

Non fraintendetemi, non ho nulla contro chi decide di fare della politica una scelta di vita e un “mestiere” (anzi, se andiamo a leggere qualche libro di storia troviamo esempi che ci caricano di nostalgia). Dico solo e vorrei che la politica (come quegli esempi carichi di nostalgia) torni a frequentare la vita reale e le persone che la popolano e non il pubblico itinerante.

Io (e non solo per fortuna) faccio così. Sono un politico a chilometro zero. Lo dimostrano le mie scarpe che si consumano velocemente.

Le istruzioni per il voto sono qui, il collegio in cui mi si può votare è la città metropolitana (Torino e provincia).

LATO SCRITTA

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