Augusto Montaruli

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Le interviste (im)possibile: Alessandro Barbero

Mi sarebbe tanto piaciuto intervistare il professor Alessandro Barbero, ma il suo tempo purtroppo non è disponibile. Con molta gentilezza mi ha detto che non riesce, troppo impegnato, per fortuna nostra. Va bene così professore comunque le voglio bene.

Ecco le domande che gli avrei rivolto in questa intervista immaginata. 

Giuro che non le chiederò se è disponibile per il ruolo di sindaco di Torino. Le chiederei però di fare un gioco storico, se fosse nel 2120 e dovesse scrivere un saggio storico su Torino dal 2016 al 2020 da dove partirebbe e su cosa concentrerebbe il suo racconto?

Siamo sempre nel 2120, su quale figura politica (può anche dirne due se le trova) di questi ultimi anni scriverebbe un libro e perché? 

I famosi lumi (quelli del secolo) sono ancora accesi e quanta luce fanno?

Lei professore è esperto di medioevo, io ho l’impressione che siamo in un epoca in cui ci sono molti vassalli, valvassori e servi della gleba ma nessun imperatore. Imperatore nel senso della statura culturale e politica. Cosa ne pensa?

Adesso le faccio una domanda sulla Costituzione, la nostra dicono sia la più bella del mondo. Ma per essere bella davvero non dovrebbe essere compiuta? Mi spiego meglio, non crede serva uno strumento per capire quanto è applicata davvero?

Ho studiato che la storia è percorsa da cicli, a volte va meglio a volte va peggio. A volte si rinasce a volte si torna indietro. C’è una costante però, gli ultimi spesso rimangono tali o addirittura diventano ultimissimi. Sbaglio?

Chiudo come con gli altri incontri con la citazione di un libro, anzi due. Il primo è un romanzo che io ho trovato bellissimo, “Sangue giusto” di Francesca Melandri. Racconta le leggi razziali e l’occupazione dell’Etiopia del ‘36 in parallelo con un periodo recente della nostra storia.  Ha un finale sorprendente e commovente. Il secondo è invece il racconto autobiografico di Harpo Marx, il più surreale dei fratelli: “Harpo speaks”. E’ un viaggio in America lungo quasi un secolo, con sconfinamento in Unione Sovietica in piena guerra fredda. Glieli dedico per chiederle se concorda con il fatto che la storia si impara (ci si appassiona) non solo attraverso i saggi ma anche e forse soprattutto con la narrativa.

I suoi libri sono comunque godibilissimi ed è un piacere leggerli.

Grazie davvero per questa chiacchierata dove l’ho immaginato strabuzzare gli occhi e gesticolare e magari pensare: ma questo chi è? Cosa vuole da me?

ps: vi segnalo questo canale YouTube dedicato al professor Barbero da una sua appassionata ammiratrice che lo segue ovunque.

Posted under: Il fiume in mezzo

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