Augusto Montaruli

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Le interviste possibili: Augusto Montaruli

Mi assumo la responsabilità delle risposte, Massimo Pizzoglio si assume la responsabilità delle domande. Tocca a lui domandare e a me rispondere.


Ok, state tutti calmi e nessuno si farà male!

Ho hackerato il computer di Augusto e adesso, se lo rivuole sano e salvo, deve rispondere lui alle domande, che è comodo buttare i sassi nello stagno con i piedi all’asciutto.
Come dite? Che mi tocca fare anche la biografia come ha fatto lui con gli altri?
Ma per la biografia di Augusto bisognerebbe scrivere un libro e poi gli aggiornamenti, come la Treccani, troppo lavoro… farò un Bignami. Magari un’altra volta, in fondo, non ci crederete, è un timido.

Consigliere alla Circoscrizione 8 per due mandati ha già dichiarato che non si candiderà più né in Circoscrizione né a Palazzo, anche se qualcuno lo tira per la giacchetta.
Ma di questo parleremo più avanti, veniamo a noi…

Augusto, come hai chiesto a tutti, delle cinque stelle cadenti, secondo te quale (o quali) è mancata di più in questa notte di san Lorenzo della Repubblica?

Tutte, elenchiamole: acqua pubblica, trasporti, sviluppo, connettività, e ambiente. Ne vedi qualcuna che brilla? 

Quanto questa giunta monocromatica ha mancato le promesse fatte alla città, penso alle periferie che erano lo slogan elettorale, ma al tessuto urbano in generale?

A me viene in mente l’assessore Montanari, bravo a stare sulle barricate, assolutamente fuori luogo nel suo ruolo di assessore. Lui elencava progetti di riqualificazione (molti ereditati) senza mai indicare una data. A me viene in mente, a proposito di periferie, il bibliobus (qualcuno l’ha mai visto?) invece delle biblioteche civiche di territorio. A me vengono in mente i regolamenti o i provvedimenti annunciati e poi ritirati o rinviati, annunciati e poi ritirati o rinviati…. A me vengono in mente le giunte in streaming: una, forse due. A me viene in mente l’annuncio della sindaca di recarsi nelle periferia al mattino, una volta? A me viene in mente la mancanza di coraggio della sindaca, mai vista quando c’è aria di contestazione o di confronto. Poi se vuoi facciamo l’elenco delle promesse e delle premesse e mettiamo i voti. 

E ancora, come dici tu, la sindaca Appendino verrà ricordata con un monumento al monopattino o con una lapide in Piazza San Carlo?

Nessuna delle due, passerà come i sindaci degli anni grigi di Torino tra Novelli e Castellani. Forse sarà ricordata per aver avuto nella sua giunta e fatto convivere (potenza della cadrega o delle lobby) due persone agli opposti come il Franco Califano di Torino (il tenebroso Sacco) e il movimentata Giusta.  Un giallo-grigio in salsa torinese.

Tu dici sempre che “in politica prevalgono più i destini personali rispetto a quelli collettivi, la causa si diceva una volta”, ma sei la dimostrazione vivente del contrario.
Anche nelle realtà territoriali credi sia così e cosa bisognerebbe fare per ridurre il fenomeno?

Soprattutto. Molti che fanno politica (?) nel territorio la fanno per conto e nome di. Sono una sorta di carroarmatino di Risiko. Il fenomeno di riduce con una forte partecipazione dei cittadini nel definire scelte e nello scegliere i candidati. 

Adesso tocca a te dire quali caratteristiche vorresti dal nuovo sindaco…

Autorevole come Fassino, piacione come Chiamparino, popolare (nel senso del popolo) come Novelli. A parte gli scherzi, io credo poco nella figura un po’ mitizzata del sindaco. Credo di più nella forza di una squadra che abbia le competenze e soprattutto la passione politica. Il sindaco deve essere rappresentativo di una squadra coesa, che non litighi per la visibilità o per il budget o per un selfie venduto male. 

E adesso la domanda delle cento pistole: perché, con tutto questo sgomitare quotidiano di persone che “potrebbero farci un pensiero” (e intanto segano le gambe delle sedie altrui), tu non ti ricandidi?
Sarà che alla “poltrona” non sei legato perché la politica la fai camminando per la strada?

Allora, io per strada camminerò fintanto che avrò gambe per farlo. A me piace, mi viene facile parlare con le persone, conoscerne di nuove, imparare, ascoltare. Non è uno sforzo, almeno non sempre. Il conoscere persone sarà la cosa più bella che mi porterò a casa dopo questi dieci anni di circoscrizione.  

Non mi candido perchè mi piace molto Ivano Fossati, sai quella canzone che fa così: Dicono che c’è un tempo per seminare e uno che hai voglia ad aspettare un tempo sognato che viene di notte e un altro di giorno teso come un lino a sventolare.” E poi “C’è un tempo perfetto per fare silenzio guardare il passaggio del sole d’estate e saper raccontare ai nostri bambini quando è l’ora muta delle fate.”

Ecco, io sto entrando nella fase in cui vorrei guardare il passaggio del sole d’estate e delle fate. C’è un tempo per tutto.

Questo comunque non vuol dire che vado a fare l’eremita. Anche perchè mi piacerebbe che le cose lasciate in sospeso le prendesse in consegna qualcuno/a bravo/a. Io qua abito e qua voto.

Ok, col rammarico per la tua mancata candidatura, ti rendo il computer.


Ovviamente citando un libro, di cui mi prendo un po’ di responsabilità:  l’”Educazione europea” del mio amato Romain Gary, che ti feci conoscere con la certezza che avresti continuato, come me, a seguirlo.
Un libro in cui ci sono molte cose di te: l’amicizia, il senso del dovere verso il prossimo, la determinazione e la speranza di un futuro migliore…

Sì, di Gary conoscevo Jean Seberg. Però grazie a te ho letto anche altro, pure quel capolavoro ambientato a Belleville “La vita davanti a sé”. Continuerò a leggerlo.

Beh, grazie della chiacchierata e adesso andiamoci a prendere un caffè!

Va bene, uno normale e l’altro lungo con una goccia di latte.

 

Posted under: Arturo, Le interviste possibili

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