Augusto Montaruli

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Succede a Cavoretto

Di questi tempi, tristi indecisi sofferti e anche un po’ malinconici, una realtà bella, un fatto positivo aiuta. Aiuta perché si potrebbe ancora fare, perché c’è da raccontare senza indignarsi. Anzi.
Succede a volte, succede a Cavoretto.
12063686_10206602824581851_3423151203171659133_nCavoretto è un borgo di 1.700 abitanti. E’ nel verde della collina torinese con uno splendido parco (il Parco Europa) e una piazza dove una volta stava il municipio. Potrebbe essere un paesino delle Langhe se ci fossero vigne di barolo e barbaresco.

A Cavoretto dalla scorsa estate sono ospiti di un vecchio albergo, di cui si mormora ospitasse coppie in cerca di privacy, 38 richiedenti asilo. Arrivano da molte parti del mondo: Africa centrale, Pakistan, Eritrea.cartellone1 L’arrivo dei richiedenti asilo ha suscitato immediatamente le proteste con tanto di striscioni di Forza Nuova, Lega Nord, Casa Pound e volantinaggi di Forza Italia che hanno alimentato le preoccupazioni di una parte dei residenti: Cavoretto non è il posto ideale; sono giovani e pieni di testosterone; le nostre figlie sono a rischio; di fronte c’è una scuola frequentata da bambini… Insomma tutta la solita sequela di luoghi comuni sull’uomo nero, magari anche cannibale.
Aimg_0572 questa reazione c’è stata la risposta immediata del coinvolgimento di alcuni 
richiedenti asilo nel lavoro di pulizia della scalinata di Cavoretto, coordinata da Torino Spazio Pubblico, che ora torna a splendere bella, pulita e di nuovo agibile.
Ma non solo.
La cooperativa che gestisce il centro di accoglienza ha aperto le porte della struttura mettendosi a disposizione di chiunque volesse informazioni o visitarla. La circoscrizione otto ha relazionato con prefettura, ha visitato più volte la struttura e convocato una commissione pubblica per informare sulla situazione.
Ma non solo.
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Un gruppo di residenti cavorettesi in modo naturale e spontaneo ha varcato la soglia del centro e si è messo a disposizione per favorire l’accoglienza. Hanno iniziato con un venerdì conviviale che è diventato i venerdì di Cavoretto. Famiglie, amici si recano al centro con cibarie, chitarre, libri, scacchiere e trasformano una serata in una festa. Tutti insieme.
Da quei venerdì è nata la collaborazione e il mettersi a disposizione: corsi di italiano, laboratori di ceramica e di disegno e tante idee sul borgo.
Da quei venerdì l’idea di un momento pubblico aperto a tutti nel teatro della parrocchia dove gli ospiti si raccontavano attraverso le storie, il canto. Una festa che si è conclusa con gli ospiti del centro che in coro, accompagnati dal pubblico, hanno cantato Bella Ciao.
Da quei venerdì può rinascere una comunità.
Un grazie e un abbraccio affettuoso a chi lo ha reso possibile.
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Il centro di accoglienza di Cavoretto è coordinato da Adramet Barry.
Adramet è originario della Guinea, vive da sei anni in Italia. Ha imparato, e molto bene, l’italiano facendo teatro e frequentando le biblioteche civiche torinesi. Ha accettato di coordinare il centro proponendo una gestione completamente autonoma: dal cibo alle pulizie è tutto gestito dai richiedenti asilo. Ci sta riuscendo.
Qui due video, mi scuso per la qualità: la prima e seconda parte dell’intervento di Adramet Barry che ha aperto la festa del 27 novembre scorso. 

Posted under: Il fiume in mezzo

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