Augusto Montaruli

Tu chiamalo se vuoi quesito…

Questo è il testo che troveremo sulla scheda del referendum del 22 e 23 marzo:

«Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?».

Fonte 

Sono sette (7) articoli della Costituzione. 

Non è una domanda secca: contrario o favorevole al divorzio o all’aborto per fare un esempio concreto di scelta popolare.

Sono sette articoli che riguardano un pezzo di ordinamento dello stato e che richiedono studio e approfondimento.

Non credo che siano molti gli elettori che hanno approfondito consultando un esperto, studiando o seguendo dibattiti.

Inoltre non sappiamo come saranno attuati gli articoli e quindi ci mancano elementi fondamentali per esprimere un giudizio consapevole e compiuto.

Diverso sarebbe stato se in parlamento si fosse arrivati ad un Compromesso (volutamente con la C maiuscola): cioè un accordo tra le differenti posizioni per arrivare ad una riforma il più possibile condivisa.
O almeno discussa in parlamento, cosa che non è avvenuta. 

Quindi il governo lascia a noi elettori quel ruolo, in un caso così delicato e tecnico, e cioè la scelta di approvare o respingere una modifica costituzionale così importante e complessa. 

Probabilmente per molti sarà un voto dettato dalla simpatia politica, da storie personali, dall’arrabbiatura per una multa per divieto di sosta e peggio ancora da fake news che abbondano.

Anche per questi motivi voterò NO.

Qui il testo della legge di riforma costituzionale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30-10-2025