Augusto Montaruli

Foravia

Ieri dopo aver letto che il gruppo PD del consiglio comunale di Milano chiedeva la sospensione del gemellaggio con la città di Tel Aviv ho scritto questo post su Facebook:

Il PD di Milano chiede di sospendere il gemellaggio con la città di Tel Aviv.  Una stupidaggine demagogica colossale. Tel Aviv è la città dove si svolgono da anni manifestazioni per la pace e contro Netanyahu. In questo modo si sospende il gemellaggio anche con la parte democratica di quella città. Immagino già il governo israeliano preoccupatissimo per questa decisione “coraggiosa”. A proposito Milano è anche gemellata con San Pietroburgo.

A fronte di qualche like ho ricevuto commenti tra l’indignato e il feroce, ne cito alcuni:

Ma non ha capito che il problema non e’ il governo Net***yu, ma l’esistenza di is**le come tale?

Tel Aviv è la città dove viene programmato il genocidio del popolo Palestinese

Sospendere subito il gemellaggio con tel aviv e lo stato genocida e terrorista di israele

L’unica cosa deplorevole è che ci si fermi a un gesto simbolico.

Ho provato a rispondere con il profilo democratico dell’attuale sindaco e della sua opposizione a Netanyahu e con il fatto che Tel Aviv è teatro abituale delle numerose manifestazioni contro il governo e per la pace. E ci va coraggio nell’organizzare e nel partecipare, sicuramente più di un postare odio su Facebook.

Potrei aggiungere le numerose organizzazioni che vedono insieme palestinesi ed israeliani, gli israeliani che difendono gli ulivi dei cisgiordani….

Potrei aggiungere che confondere popoli e governi è folle e non aiuta i percorsi di pace. 

Infine potrei dire che sarebbe da fare una cosa che in piemontese si dice “foravia”, cioè fare qualcosa di insolito, qualcosa che rompe gli schemi. Qualcosa che una volta si faceva: la solidarietà internazionale. 

Stare con gli oppressi e nello stesso tempo stare dalla parte di chi lotta contro l’oppressore a prescindere dalla residenza, dall’etnia, dal credo e dal colore della pelle.

Banale vero?  Talmente banale che non si fa più.

Ai prodi consiglieri del PD, partito al quale sono iscritto, consiglierei un viaggio a Tel Aviv per partecipare ad una manifestazione contro il governo israeliano.  Meglio se in compagnia dei leader progressisti europei.

Internazionale futura umanità!… Si diceva e si faceva.

Più partito meno leader

Non si fa in tempo a festeggiare che a sinistra arriva il tormentone delle primarie. 

Eppure il voto al referendum ha dimostrato quanto contino i contenuti. Soprattutto il voto dei giovani lo ha dimostrato, giovani che di solito non votano ma questa volta sono andati alle urne e sono stati determinanti.

Eppure la storia recente dovrebbe aver dimostrato che i presunti leader salvatori della patria e della causa dopo un picco di gradimento altissimo (Renzi, Salvini, Grillo and co., fra un po Meloni) arriva la picchiata in basso.

Allora santo cielo, le primarie si facciano, se proprio si devono fare, sui contenuti. Si trovi la sintesi e il leader, o meglio il candidato presidente del consiglio, lo scelgano gli elettori con il voto.

E i contenuti che tengono insieme una coalizione non è così complicato trovarli. Li conosco persino io e pure quei giovani che, magari, forse, torneranno a votare.

E non è nostalgia dei partiti che furono ma è voglia di partiti che saranno.
Comunque e per forza di cose, i partiti, meglio più europei che più italiani. 


Strumentalizzare è indegno

strumentaliżżare v. tr. [der. di strumentale]. – 1. Servirsi di qualcuno o di qualcosa, o anche di un evento, di un fatto, di una situazione, esclusivamente come mezzo per conseguire un proprio particolare fine, non dichiarato ed estraneo al carattere intrinseco di ciò di cui ci si serve

Da Enciclopedia Treccani


Strumentalizzare è ciò che fanno Giorgia Meloni e Matteo Salvini, Tajani deve ancora capire cosa è successo e Crosetto è a Dubai, per utilizzare la questione della “famiglia nel bosco” per sostenere la campagna del Sì al referendum.

Se invece non è strumentalizzazione allora mi aspetto che dopo il referendum il governo abolirà le vaccinazioni obbligatorie e la scuola dell’obbligo.

Perchè cari Meloni e Salvini i giudici applicano la legge e non le vostre paturnie referendarie.

Tu chiamalo se vuoi quesito…

Questo è il testo che troveremo sulla scheda del referendum del 22 e 23 marzo:

«Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?».

Fonte 

Sono sette (7) articoli della Costituzione. 

Non è una domanda secca: contrario o favorevole al divorzio o all’aborto per fare un esempio concreto di scelta popolare.

Sono sette articoli che riguardano un pezzo di ordinamento dello stato e che richiedono studio e approfondimento.

Non credo che siano molti gli elettori che hanno approfondito consultando un esperto, studiando o seguendo dibattiti.

Inoltre non sappiamo come saranno attuati gli articoli e quindi ci mancano elementi fondamentali per esprimere un giudizio consapevole e compiuto.

Diverso sarebbe stato se in parlamento si fosse arrivati ad un Compromesso (volutamente con la C maiuscola): cioè un accordo tra le differenti posizioni per arrivare ad una riforma il più possibile condivisa.
O almeno discussa in parlamento, cosa che non è avvenuta. 

Quindi il governo lascia a noi elettori quel ruolo, in un caso così delicato e tecnico, e cioè la scelta di approvare o respingere una modifica costituzionale così importante e complessa. 

Probabilmente per molti sarà un voto dettato dalla simpatia politica, da storie personali, dall’arrabbiatura per una multa per divieto di sosta e peggio ancora da fake news che abbondano.

Anche per questi motivi voterò NO.

Qui il testo della legge di riforma costituzionale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30-10-2025

 

Delegittimare

Delegittimare v. tr. [der. di legittimo, col pref. de-] (io delegìttimo, ecc.). – [rendere non legittimo, cioè non valido e, estens., inaccettabile o ingiustificabile] ≈ esautorare, squalificare. ‖ destabilizzare. ↔ legittimare.


A corredo della campagna per il Sì al referendum della giustizia da parte di alcuni, Fratelli d’Italia e Lega in testa, c’è una comunicazione che tende a minare la fiducia nella magistratura.

Si associano sentenze che non piacciono alla riforma costituzionale, come se dopo la separazione delle carriere quelle sentenze non ci saranno più. Come se un sorteggio, come una bacchetta magica, risolvesse tutto.

Falso. E ignobile. 

Le sentenze si emettono sulla base di una legge, la legge la promulga il parlamento. Il parlamento ha una maggioranza chiara e forte.

La magistratura applica la legge. 

Quella campagna ignobile alimenta la già scarsa fiducia nelle istituzioni. 

Quella campagna fa crescere la sfiducia nelle istituzioni, non solo nella magistratura.

E questo è grave e non basterà una Meloni in versione Maria Antonietta a promettere un maritozzo.

Leggete questa perla di Salvini per capire il livello della campagna per il Sì:

Mentre i soliti professionisti del “NO”, tra sinistri che sanno solo criticare e “disagiati” che provano a sabotare ferrovie e cantieri e cercano di fermare il Paese, noi rispondiamo con i fatti. Stiamo mostrando al mondo intero un’immagine bellissima: efficienza, orgoglio e grandi opere.

Avanti con l’Italia dei SÌ!

Qualcuno del Sì mi dica cosa centra con il referendum sulla separazione delle carriere e se non si vergognano della compagnia. Qualcuno del Sì rifletta sulla china pericolosa che stiamo percorrendo. Questo è solo l’antipasto, a pranzo avremo il premierato e per dolce l’autonomia differenziata. E non basterà un Fernet per digerire il tutto.

Stanno progettando un altro paese non solo la magistratura.

 

Sette domande a quelli del Sì

Mi rivolgo a quelli per il Sì, sette domande che mi piacerebbe avessero una risposta,  Pacatamente. Persino con affetto. Eccole.


1) Il metodo

Non pensate che il metodo con il quale è stata approvata, senza dibattito in parlamento e senza la ricerca di un compromesso (con la C maiuscola),  la riforma sia lontana da una cultura democratica e riformista?

E il metodo infine non mortifica il parlamento?

2) Le correnti

Come fate a dichiarare che il sorteggio elimina le correnti all’interno del CSM?

Per esempio: il sorteggio potrebbe estrarre tutti i componenti di una sola corrente oppure metà di una e metà di un’altra?

Questo è un mistero molto buffo, non trovate?

Sarà mica pilotato? Il dubbio è lecito, non trovate?

3) L’attuazione

Al momento non sappiamo come sarà applicata la riforma, non pensate che la mancanza di  trasparenza renda il voto privo di un’informazione fondamentale per giudicare appieno la riforma?

4) La certezza della pena o della giustizia?

Alcuni di voi affermano che la riforma garantirà la certezza della pena (vedi Minniti).

1) Quali basi tecniche e giuridiche vi danno questa convinzione?

2) non pensate che, soprattutto a sinistra, si dovrebbe avere a cuore la certezza della giustizia invece della pena? Non vorrei che sinistra stia per l’altro significato della parola.

5) I costi

Stimano che questa riforma comporterà un aumento di spesa per la gestione dei CSM in settanta milioni di euro anno tra rimborsi spese, gestione amministrativa, uffici e diarie.

Non pensate che quei settanta milioni potrebbero invece essere destinati allo snellimento delle pratiche in modo da rendere più veloce l’iter dei processi?

6) L’accordo

Come sapete questa riforma è stata dedicata a Berlusconi, quindi targata Forza Italia.

Sapete anche che a Giorgia Meloni preme, scusate il gioco di parole, il premierato, targato FDL.

A Salvini preme l’autonomia differenziata, targata Lega.

Non pensate che se passa questo referendum replicheranno il metodo anche per le altre riforme?

E questo mi porta all’ultima domanda.

7) La Costituzione del 1948

La Costituzione che si sta tentando di riformare fu un capolavoro di sintesi e di Compromesso tra forze politiche di orientamento culturale ed ideologico decisamente differenti. Cosa che in questo caso non è avvenuta anzi è stata volutamente evitata.

Non pensate che i Padri e le Madri costituenti si stiano rivoltando nella tomba?