Augusto Montaruli

La scritta e quel fumo

Nel Burgenland, una regione dell’Austria al confine con l’Ungheria, c’è una piccola cittadina, Stadtschlaining, circondata da campi di granturco e boschi con un imponente castello medievale sede di un bellissimo museo. 

Il museo racconta, tra le altre cose, la storia di un comunità scomparsa.

In quella cittadina viveva una comunità che lì aveva cercato rifugio dopo l’ennesima persecuzione. 

Una comunità scomparsa. Diventata fumo. Novecento persone diventate fumo. 

Di quella comunità, di quel popolo, è rimasta una sinagoga diventata museo.

Qui da noi ci tocca leggere quella scritta sul muro. Chiunque lo abbia fatto, quel fumo lo rende attuale. Solido. Tragicamente solido. Si sente l’odore di carne bruciata, di mandorla amara leggendola.

“Sgozzeremo voi e i vostri bambini”.  

Si è colpevoli per essere nati. A prescindere da come la si pensi. 

Ora loro poi toccherà inevitabilmente agli autori di quella scritta orribile, tragica. C’è sempre qualcuno più stronzo che ti vuole sgozzare. O rendere fumo.

Uno dopo l’altro fino all’estinzione.

E se si continua così forse ce la meritiamo.

ps: la foto è stata scattata al lido di Venezia un po’ di tempo fa; la scritta è stata cancellata

La scoria siamo noi

La scoria siamo noi, qualcuno si senta pure offeso…

C’è un bidone aperto butto il sacchetto, è quasi vuoto.
C’è un bidone aperto butto il sacchetto, è mezzo vuoto.
C’è un bidone aperto butto il sacchetto, è quasi pieno.
C’è un bidone aperto butto il sacchetto, è pieno, ma uno ci sta ancora.
C’è un bidone aperto butto il sacchetto, straborda ma il mio ci sta ancora
C’è un bidone aperto butto il sacchetto, in bilico uno ci sta ancora.
C’è un bidone aperto butto il sacchetto, spalanco il coperchio e aggiungo il mio.
C’è un bidone aperto butto il sacchetto, io sono indifferente e quindi non differenzio.
C’è un bidone aperto butto il sacchetto, è troppo pieno… lo metto su quello blu.

Accanto, il bidone vuoto e chiuso reclama attenzione, si aprirebbe da solo potesse.

La scoria siamo noi, sentitevi pure offesi e smettetela di credervi migliori.

Questa è una bella storia


Sapete quale è il bello della vita? E’ l’incontro. 

L’incontro che ti porta a conoscere. Persone, luoghi, atmosfere. 

L’incontro che ti porta a progettare una vita oppure un’avventura.

A me è capitato spesso, per fortuna. 

Il più recente è avvenuto progettando un’impresa. Folle, ma giusta da fare. 

Un’impresa che mi ha visto, insieme ad altri naturalmente, collaborare con due donne appassionate. 

L’impresa la potete leggere qui.

Ma è di loro che voglio parlare.

Sono due scrittrici che raccontano storie attraverso i libri che scrivono a quattro mani. Ed è l’ultimo libro che hanno scritto che ci ha fatto incontrare.

E quel libro ci ha stimolati per continuare l’impresa. Folle dicevamo.

Le due scrittrici, appassionate e appassionanti, sono Luciana Ciliento e Carola Benedetto.

Questa è una dichiarazione di affetto.

Grazie Carola. Grazie Luciana.

Il libro che ci ha fatto incontrare è
Mio padre, tuo padre. Due uomini contro l’odio del conflitto israeloaplestinese

di Luciana Ciliento e Carola Benedetto – De Agostini, 2025

 

La foto del post anticipa il prossimo incontro, grazie a Luciana e Carola.

Remigration: fuori i pugliesi da Torino

Sono decine di migliaia i pugliesi che vivono a Torino, senza contare quelli di seconda e terza generazione 

Non ci sarebbe niente di male se si fossero adeguati alle tradizioni e alla cultura sabauda mangiando agnolotti, bagna cauda e bevendo barbera. 

Invece no, loro continuano a mantenere l’accento pugliese, non solo: moltissimi parlano ancora il dialetto delle Murge.

Cambiano il nome alle piazze: piazza Fioroni che diventa piazza Cerignola. La focaccia barese si trova ovunque insieme ai taralli scaldati. Addirittura organizzano una festa religiosa. 

Preoccupanti sono i matrimoni misti che vedono pugliesi accoppiarsi con piemontesi: l’orrore degli agnolotti con le braciole.

Per tacere delle cime di rapa.

Ma non è solo un problema limitato al Piemonte, l’invasione e l’inquinamento culturale pugliese lo trovate in tutta Europa. Ho visto taralli e orecchiette sugli scaffali dei supermercati del Burgenland. 

Come se non bastasse l’invasione culturale siamo arrivati al punto di avere a Torino un sindaco mezzo pugliese.

Non è tollerabile!

Ha ragione il generale Vannacci, chi non si adegua alle tradizioni e alla cultura del luogo che li ospita deve essere remigrato!

Generale faccia qualcosa, fermi questa invasione!

Oppure si compri una bella masseria in Puglia e pensi a rilassarsi. Farebbe bene a lei, a sua moglie e soprattutto a noi.


L’Acerbo Bignami

Per fortuna c’è la Costituzione che ha limitato il copia e incolla della legge Acerbo che aveva consentito a Mussolini e al fascismo di inaugurare la dittatura in Italia.

L’impianto è lo stesso: con un premio di maggioranza che consente a chi vince di fare tutto e liste bloccate. All’opposizione giusto qualche scranno a dimostrare che, loro, sono pluralisti e democratici.

Il prode Bignami nel presentare la sua legge (la melonellum o fascistellum) si è ispirato ad Acerbo che con la sua legge elettorale spianò la strada a Mussolini ed al fascismo. Si solo è dovuto, suo malgrado, limitare per evitare di ricorrere al referendum costituzionale. Lì tira una brutta aria e poi non c’era tempo.

Il rischio è grosso e questa sembra decisamente un tentativo di “democratura” e cioè un regime politico improntato alle regole formali della democrazia, ma ispirato nei comportamenti a un autoritarismo sostanziale.

L’obiettivo è chiaro: si vuole eleggere il capo supremo che decide per tutte e tutti. 

Servirebbe allora una presa di coscienza dei partiti di centro sinistra che riprenda quello spirito che animava il CLN. 

Più che un campo largo forse un campo giusto e responsabile.

Di seguito una slide che riassume la proposta di legge. (clicca sull’immagine per ingrandire)

Il condominio verduoso

Mi hanno raccontato che un condominio nei pressi di casa mia ha realizzato un tappeto verde sul tetto piano presente in cortile. 

Ho esplorato la zona con Google Heart e l’ho individuato tra tantissimi cortili con i tetti dei magazzini e garage (pubblici e privati) asfaltati che mandano calore solo a guardarli.

Fa caldo, troppo caldo.

Lo zero termico è a 4.800 metri. Qualcuno ricorderà Mike Bongiorno con la grappa Bocchino in cima al Cervino, oggi si porterebbe una limonata ghiacciata.

Ma torniamo al condominio.

Credo che il senso civico di quei condomini vada premiato stimolando altri ad imitarlo. Magari incentivandolo.

Caro assessore Tresso cosa ne dici di istituire il premio Condominio Virtuoso, anzi verduoso?

Magari accompagnandolo, il premio, con una riduzione della Tari per i condomini.

Vedi mai…