Augusto Montaruli

La movida e l’etica dei ruoli

La questione movida (o malamovida o casino o fate voi) sta evidenziando un’aspetto assai curioso.

L’associazione rispettando San Salvario che da anni si batte sul tema ha come segretario e tesoriere Riccardo Tassone, molto attivo sulla questione e latore di proposte serie e interessanti. L’associazione, portavoce Tassone, ha da tempo avanzato proposte sul tema. Molte condivisibili.

C’è qualcosa però che non mi quadra.

Il segretario e tesoriere dell’associazione è stato consigliere di circoscrizione (e capogruppo PD) nella consigliatura 2011 – 2016, è attualmente consigliere di circoscrizione per il PD. Inoltre è vice presidente dell’assemblea regionale del PD.

Mi chiedo e vi chiedo e naturalmente chiedo allo stesso consigliere, segretario tesoriere e vice presidente Tassone: come si concilia questo conflitto di ruoli?

Il consigliere, segretario tesoriere e vice presidente sotto quale cappello si esprime? Quale ruolo prevale? 

E guardate che non è solo una curiosità la mia, ma è una domanda che nasce dalla convinzione che i ruoli vadano distinti perché le azioni siano credibili ed efficaci.

Perché  è come se Tassone (segretario e tesoriere di Rispettando San Salvario) chiedesse a se stesso (consigliere di circoscrizione e vice presidente regionale del PD) di risolvere i problemi legati alla movida.

Ripeto che non c’è niente di personale, ma la credibilità delle associazioni e della politica dovrebbe passare da un’etica dei ruoli.

Tutto qui. 

Il mio voto

Lascio il mio ruolo di consigliere e capogruppo di Articolo Uno alla circoscrizione otto, lascio che non vuol dire smettere di fare politica.

Anzi.

E proprio quel ruolo e anche la trasparenza con la quale ho lavorato (è tutto documentato) mi porta a dichiarare “sulla pubblica piazza” cosa e chi voterò.

Se il voto di lista ad Articolo Uno è scontato, ex capogruppo e iscritto, è invece più difficile fare una scelta sulle persone (e per fortuna c’è la doppia preferenza di genere).

Ma si deve fare.

Chi voterò in comune:

Matteo Cantamessa e Ambra Troiano

Matteo è il segretario metropolitano di Articolo Uno, il mio voto è oltre che alla persona al rispetto per un partito e per il ruolo che i partiti, sono decisamente convinto, debbano tornare a svolgere nella società. Credo importante che in consiglio comunale ci sia la voce del partito. I partiti devono tornare ad essere riferimenti culturali, rappresentativi di classi sociali e di istanze e bisogni. Tornare a svolgere congressi sui temi e non sull’appeal del leader (effimero) di turno. Insomma come prevede al Costituzione.

Ambra è una giovane donna preparata, la sua è una candidatura di appartenenza a valori condivisi. Sono convinto che la sua esperienza in ambito culturale non può che far bene alla città.  Nella sua presentazione sul sito della sezione otto di Articolo Uno scrive:

La pandemia ha messo in seria difficoltà il nostro lavoro come quello di tutti gli esercenti della città: negozianti, ristoratori, baristi, ambulanti… A entrare in crisi non è stata solo l’economia ma anche il nostro modo di stare insieme. La mia speranza è che la crisi possa essere un momento per ripensare la comunità in modo più inclusivo e sostenibile, per questo motivo ho deciso di provare la mia prima esperienza politica con Articolo Uno.

Chi voterò in circoscrizione otto:

Andrea Sferruzzi e Eleonora Asia De Angelis

Andrea lo conosco da un po’ di anni, da lui vado regolarmente a comprare il pane nella sua panetteria bar di largo Saluzzo. Apprezzo la serietà e la disponibilità e l’attenzione verso il contesto sociale. Disponibilità e attenzione che ho avuto modo di condividere quando con suo zio, Pino Tarricone, sono andati al centro di accoglienza profughi di Cavoretto ad insegnare come si fa il pane (ed i grissini). Credo che una presenza in consiglio di circoscrizione di un operatore commerciale di una zona critica come quella del cuore di San Salvario possa essere un valore aggiunto importante nella relazione con residenti e operatori commerciali. Soprattutto se sensibile anche alle istanze dei residenti.

Asia l’ho conosciuta alla Casa del Quartiere dove lavorava. E’ persona seria, direi ostinata quando si prefigge un obiettivo. Abita nel cuore di San Salvario, quartiere che conosce benissimo. In circoscrizione può portare le sue conoscenze delle realtà associative, la capacità professionale e relazionale. E’ una roccia, di quelle difficili da scalfire. Però la sua origine napoletana la porta a dire che “Amo la collaborazione, le reti, la bellezza e la semplicità, infatti amo le cene in compagnia e la buona musica.” E non guasta, anzi.

Qui la parte sofferta.

Le preferenze sono due da dare e questo mi costringe a non esprimerla per candidati che stimo moltissimo, persone come le quali si è condiviso un percorso. Due su tutti: Omar Suad (il ciclone Omar) e Francesco Miacola. Spero capiranno. Ma non solo loro, in lista ci sono anche giovani che si sono avvicinati spontaneamente ad Articolo Uno facendoci un bellissimo regalo: Giovanni Aschieri ed Emanuele Mombrini. Meritano tutto il sostegno possibile. Così come lo meritano tutti i candidati a partire dal segretario della sezione Marco Cetini.

In circoscrizione uno il mio suggerimento di preferenza va a Stefania Cammarata (con lei condivido il ricordo di un concerto del mio amico Hugo Trova) insieme a Giovanni Aschieri o Emanuele Mombrini.

Grazie per aver letto fin qui e speriamo di cavarcela. Andiamo tutti a votare!

PS: disponibile a mettere a disposizione la mia esperienza per dare suggerimenti su preferenze (ed esclusioni) per altri partiti e liste della coalizione che sostiene Stefano Lo Russo. 

L’ultimo consiglio, adesso posso raccontare una “storiella buffa”

Oggi si è tenuto l’ultimo consiglio, ultimo sicuramente per me che sarò semplice militante di sinistra, di Articolo Uno, del centro sinistra. 

Militante “semplice” che si adopererà affinché i candidati di Articolo Uno raccolgano voti e preferenze per portare più sinistra in sala rossa e nelle circoscrizioni e che Stefano Lo Russo possa essere il sindaco del dopo Appendino.

E oggi che si è tenuto l’ultimo consiglio posso raccontare una storiella, una storiella buffa, quella era, che mi ero tenuta in un cassetto. 

Pochi giorni prima del consiglio che avrebbe inaugurato la nuova consiliatura alla otto ed eletto Davide Ricca presidente, ricevetti una mail che mi invitava al “golpe” in cambio della presidenza. 

Eccola:

Sto parlando con diversi consiglieri (di maggioranza e opposizione), sto consigliando di eleggere un certo MONTARULI come presidente, da quello che ho capito almeno avreste l’astensione (se non il voto favorevole ) dell’opposizione. Sarebbe inoltre un ottimo segnale che il PD incomincerebbe a fare una analisi CRITICA . Se ti interessa approfondire chiamami pure. Ciao Presidente !!   

Sorrisi e mi dissi: cominciamo bene… naturalmente e gentilmente rifiutai invitando il proponente dell’offerta “indecente” al consiglio inaugurale alle 21. Il “proponente” mi rispose così:

Come alle 21 ?? Dai ??  Augusto, te lo dico con il cuore, ne sto parlando anche con XY (che è un amico), credetemi Ricca per voi è una grossa palla al piede. Rischiereste di impantanarvi su ogni cosa, l’opposizione sarà durissima, io ho invece ho come un presagio… che tu SEI la persona giusta . Tirate FUORI LE PALLE !! Un abbraccio  !!

La persona giusta, anche per decenza, tenne le palle nelle mutande. Lontano da trappole e giochi (e “presagi”) a cui non è e non sarà mai avvezzo.

Suerte!

La resa del custode

Oggi su La Stampa la notizia che il custode della Parri si è arreso.

Da qualche mese si era “accasato” nell’alloggio del complesso sportivo con compagna e cagnolino. Da allora continue minacce da parte di spacciatori e utenti dello spaccio. All’ennesima si è arreso.

Inevitabile. 

La resa non è, solo, alla microdelinquenza e agli “utenti”, la resa è dovuta ad un’assurda incomprensibile lentezza della burocrazia comunale. 

Colpevole lentezza.

Allontanare lo spaccio vuol dire mettere in campo una serie di azioni e sul campo c’erano tutte.

Peccato che il campo sia franato di fonte alla burocrazia, all’iter comunale, alla mancanza di personale. 

Si sarebbero dovute sgomberare subito le palazzine dell’ex scuola materna.

Si sarebbe dovuto fare un bando per l’ex rotelliere sgomberando il finto orto urbano della Seymandi. C’è un volume della Treccani sulle interpellanze e le proposte relative all’area Parri.

Invece carta, carta che va e che torna. Visite tecniche rimandate e reiterate. Proponenti di idee concrete scoraggiati.

Questa volta i colpevoli non sono solo gli spacciatori.

Colpevole è anche l’amministrazione comunale. 

Stop.

Un abbraccio solidale al custode che ci ha provato

Il resoconto del consigliere

Vi propongo un breve resoconto del mio impegno da consigliere di circoscrizione alla otto. Per approfondimenti sono come sempre a disposizione.

L’appartenenza

In questa consiliatura, come la precedente, sono stato eletto nelle file del PD. Ne sono uscito mantenendo un rapporto leale e collaborativo. In seguito ho fatto gruppo politico con Omar Suad prima come LeU e infine, essendo entrambi iscritti, come Articolo 1. 

La maggioranza

Lo scorso dicembre con Omar Suad abbiamo deciso di uscire dalla maggioranza, lo abbiamo deciso perché ci sentivamo, per alcuni, di troppo e all’ennesimo “tranello” abbiamo salutato (qui le motivazioni). L’aspetto triste di questa vicenda è la mancanza di motivazioni politiche reali perché rari sono stati i confronti costruttivi tra i gruppi politici.  Nonostante questo siamo restati collaborativi e comunque leali anche con chi non è stato leale con noi. Signori si nasce e signori si esce quando non si è più graditi.

L’impegno

Sono stato il consigliere che ha presentato più atti in consiglio in questi cinque anni dopo Alessandro Lupi. Ho presentato molte interpellanze e nonostante l’obbligo di risposta alcune sono state ignorate dalla giunta Appendino. Anche le proposte (ordini del giorno) votate sono state “snobbate” dalla giunta, un atteggiamento che dimostra la mancanza di approccio politico della giunta 5 Stelle composta più che altro da tecnici privi di visione. Proposte sulla mobilità, sui dehors, sulle fragilità andavano almeno esaminate e prese in considerazione. Quando grazie a Mimmo Carretta e Francesco Tresso due miei ordini del giorno sono stati portati in consiglio comunale furono respinti a fronte di una discussione di una povertà di argomenti imbarazzante. Così come imbarazzanti alcune risposte alle mie interpellanze, quando e se rispondevano. Anche la sindaca, più volte invitata a rispondere e venirci a trovare in consiglio, ha ignorato l’esistenza stessa della circoscrizione. Salvo tagli di nastro. A proposito di fragilità mi sono impegnato sul fronte senza fissa dimora e degli abitanti delle case popolari. Stendo un velo pietoso sull’atteggiamento della maggioranza 5 stelle in sala rossa impegnata a disquisire sul 5G, sulla fibra e sul doppino telefonico invece che sui bisogni delle persone in difficoltà. Sui senza fissa dimora ho chiesto un’azione in parlamento e sulle case popolari il mio ordine del giorno è stato accolto dall’Ufficio PIO. 

Comunque il mio lavoro è tutto documentato e consultabile qui.

L’occasione mancata

Da manuale Cencelli di circoscrizione avrei potuto richiedere di coordinare una commissione, rifiutai per la presidenza delle commissioni di quartiere (San Salvario e Borgo Po e Cavoretto). Ci credevo, ma fui troppo ottimista. Purtroppo dovetti arrendermi a fronte del disinteresse sia dei cittadini sia degli stessi consiglieri.

Le cose belle

Durante questo mandato ho proposto diverse intitolazioni partendo dall’idea di legare i luoghi alle persone: “i luoghi sono un pezzo di storia e della stessa possano essere memoria e per questo crediamo giusto intitolare vie, piazze e luoghi pubblici”. Il Toret a Bruno Neri, una via per Gianmaria Testa, un giardino per Massimo Ottolenghi, una piscina per Mattia Aversa. A Casa Garibaldi sarà posta una targa che ricorderà la storia del circolo Garibaldi. 

Il rammarico

Avrei potuto fare di più? Certamente se la maggioranza fosse stata più coesa e con un sentire comune. Certamente se avessi avuto maggiore supporto dai cittadini, soprattutto da quelli che ora ti chiedono di continuare.

Questa esperienza decennale comunque mi ha regalato l’incontro. L’incontro con persone che mi hanno arricchito umanamente. Forse reso migliore. Almeno spero.

Adesso tocca ad altri, più giovani e più bravi di me. Da domani faccio il bravo come recita una maglietta che mi hanno regalato… ma oggi non è mai domani.

A risentirci.

 

MANCOAFARLOAPPOSTA

Manco a farlo apposta oggi, insieme al risultato e all’affluenza delle primarie per il candidato sindaco del centro sinistra, sul Corriere della Sera appare un articolo che analizza la mappa del reddito in città. 

“In cinque zone la percentuale è molto elevata, sopra il 5 per cento: si tratta di 10121 (piazza Solferino, dove sfiora quasi il 9%), 10131 (Gran Madre), 10133 (Crimea), 10123 (Borgo Nuovo) e 10128 (Crocetta). Sono invece quasi introvabili i torinesi ricchi nei Cap 10154 (Regio Parco), 10151 (Madonna di Campagna-Vallette), 10155 (corso Vercelli), 10148 (via Reiss Romoli), 10149 (corso Potenza).”

Adesso andare a confrontare questi dati con i dati delle primarie, guardate le affluenze al seggio e le percentuali dei candidati. Credo che dal confronto emergano realtà preoccupanti anche per chi si è piazzato secondo (non c’è da gioire). Si sono espresse le bolle di ciascuno, bolle che rischiano di essere di sapone quando il voto sarà quello concreto.

E’ come se cinque anni di opposizione in sala rossa e di proposte e realizzazioni delle circoscrizioni fossero evaporati.

Come mai?

Personalmente e riferendomi alla mia esperienza  credo che in questi cinque anni sia stato sottovalutato il contributo che gli enti di prossimità hanno dato in termini di relazioni, proposte, cose concrete realizzate.  Avremmo dovuto fare l’elenco, dare la giusta enfasi. I partiti avrebbero dovuto fare l’elenco, dare la giusta enfasi. I cittadini purtroppo riconoscono un nome e cognome e non un’organizzazione, un simbolo. C’è ancora tempo per fare in modo che al nome e cognome si associ un simbolo, non tantissimo tempo però.

E restando sulle circoscrizioni una raccomandazione che è anche un appello: candidate uomini e donne qualificanti e non (presunti) quantificanti che spesso diventano schegge fuori controllo. E fate in modo che non siano battitori solitari ma siano supportati, stimolati dai partiti. Insomma cambiamo registro.