Augusto Montaruli

Buon Natale amico mio

La notte di Natale è fatta di universi paralleli.
Ho accompagnato mia sorella e mia nipote dove dormono e tornando ho allungato il percorso.
Sapevo di quest’uomo che passa le sue notti su una panchina.
Questa è la sua casa, lì ci sono tutte le sue cose.
Quando dorme, non lo fa mai del tutto.
Deve controllare che nessuno approfitti.
Non gli ho mai parlato, chissà cosa potrebbe raccontarmi.
Quanti tesori si nasconderanno tra i suoi pensieri.
Ci vorrebbe la magia di conoscerli senza che lui ne parli.
Che la notte di Natale gli scaldi il cuore.

Buon Natale, amico mio, ti auguro una notte serena.

 

Il rapper di San Salvario e il signore francese

Il rapper di San Salvario mi ha mandato un altro whatsapp che vorrei condividere.

Ciao, una storia bella.
Stamattina, dopo che ci siamo sentiti, aspettavo che arrivassero le pedane con i pacchi che distribuiremo domani.
Passeggiavo sul marciapiede davanti la parrocchia, oggi il sole scaldava, siamo arrivati a superare i 20°.
Un signore, forse sui 50 anni, aveva osservato lo scarico delle prime pedane, si è avvicinato, parlava solo francese, mi ha mostrato un documento, attestava la sua identità e che era invalido..
Ha portato la mano alla bocca e mi ha fatto intendere che aveva bisogno di qualcosa da mangiare.
Io, in quel momento, avevo tutto chiuso e non potevo dargli nulla.
Gli ho spiegato dove poteva andare lì vicino, poteva chiedere di Sonia.
L’ho avvisata che stava arrivando, non mi ha chiesto chi fosse e perché dargli del cibo, ormai ci fidiamo senza chiederci altro.
Gli ho scritto l’indirizzo su un foglio di carta che aveva in tasca.
Strano, non mi ha chiesto soldi, forse avrei dovuto dargli qualcosa.
Si è allontanato nella direzione che gli avevo indicato, mi ha dato la sensazione che fosse contento, stupito e felice che gli avessi dedicato del tempo, senza fare domande.

Stiamo tornando alla modalità “Lockdown”.

Gli ho chiesto se fosse africano?
Un francese, europeo, faccio fatica a dire bianco, direi autoctono. Anche questo ha reso tutto “strano”
Come era vestito?
Come avrebbe potuto esserlo uno di noi, sembrava di passaggio, casualmente a Torino, a San Salvario, davanti la Parrocchia. Altrettanto casualmente io ero lì.

Michele, casualmente direi di no.

Gaetano e il suo amico

  • Ieri sera il “Rapper di San Salvario” mi ha mandato questo Whatsapp. Io lo pubblico nelle storie e in una sezione del sito a lui dedicata,  per lasciare traccia, perché è anche questo un modo per raccontare il quartiere in cui vivo.

Venerdì, 22 maggio, sera


Comincio a mettere un po’ di ordine.

E il segno di questa sera è chiaro.

Finito di lavorare, son tornato a San Salvario.

Sono andato alla CDQ, cominciava a mancarmi, non ci andavo da due giorni.

Per fortuna c’è tanto da distribuire, ho fatto quattro viaggi con la macchina.

Al Cenacolo c’è Gaetano.

Tutte le volte a ripetermi: “Grazie Michele, grazie, grazie, grazie”.

Il tono della sua voce ti fa pensare che tu sia importante, più importante di lui.

Mentre aspettavo che scaricassero le cipolle si è avvicinato un uomo, un ragazzo, non si capiva.

Scuro di pelle, sporco, i pantaloni gli stavano su a fatica, anche la cerniera era aperta.

Mi chiede se poteva avere un po’ di pane, come sempre faccio fatica a reagire, il mio sguardo va altrove, chiedo a Gaetano di dargli qualcosa, lui chiudendo gli occhi, assente,  rientra a preparargli una busta.

Resto con lui sul marciapiede, comincia a raccontarmi le sue difficoltà, vive per strada, non sta bene.

E poi quella frase: “Mi fa male….”, finalmente riesco a guardarlo negli occhi, sono profondi e lucidi di pianto.

Gaetano arriva e gli consegna una busta, lui si allontana, ci lascia soli, ma non va via.

Gaetano comincia a raccontarmi qualcosa ma non sto a sentirlo, guardo al di là della strada, lui si avvicina e gli dice: “Ogni tanto ci arrabbiamo e ti insulto, ma ci vogliamo bene”.

Ora si allontana, penso che sia venuto solo per dire quelle ultime parole.

Torno ad ascoltare Gaetano, mi sta raccontando che una sera gli aveva chiesto pochi soldi e aveva deciso di non dargli nulla.

Tornato a casa non ha dormito, per tutta la notte.

Poco fa ho risposto al suo saluto di tutte le sere: “Gaetano sei un grande uomo”.

Anche il mio tono non ammette dubbi.

L’ultima cosa prima di salutarci, entro lunedì potrà darmi un centinaio di barattoli. Le marmellate ne hanno bisogno.


Note:

CDQ è la casa del quartiere di via Morgari dove, con l’aiuto di volontari (giovani!), si raccolgono e distribuiscono pacchi di generi alimentari per chi ne ha bisogno: oltre 500 famiglie e più di duemila consegna in pochissime settimane

Il Cenacolo è un luogo in San Salvario in via Belfiore dove un prete che sembra Bruno Lauzi e volontari come Gaetano da anni distribuiscono cibo agli ultimi. 

Il “rapper di San Salvario” va in moschea

Il rapper di San Salvario è andato in moschea, quella vicino a casa sua: tra la scuola la chiesa e la casa del quartiere. Ecco il pezzo ritmato che ne è venuto fuori.

Mercoledì ero con Said Imam della moschea di via Baretti: 

“Cos’è questa storia delle marmellate“.

Gli raccontò tutto. Che ne dici se proviamo a farle insieme?

“Devo parlarne con mio fratello, ci vediamo domani”.

Il giorno dopo capisco che è un altro tipo di fratello.

Amhed, il fratello, è l’Imam della moschea di corso Regina, spiego tutto anche a lui, è contento, deve parlarne con la signora.

“Vieni a trovarci”.

Mi saluta mettendo una mano sul cuore. Bello.

E questa signora chi sarà?

Oggi lo sento, potrei portarti della frutta, dove sei?

“Sono a casa, possiamo cominciare a fare le marmellate anche noi”.

Lo raggiungo e scopro che la “Signora” è sua moglie, Rachida.

Sapendo che sarei arrivato, mi hanno preparato dei barattoli da portare a casa. 

Aprono uno scrigno di marmellate fatte da lei: buccia di cocomero, fichi, mela-pera, succo di pesca e un po’ fuori tema un barattolo di conserva di pomodoro in pezzi.

Emozione pura. 

Domattina le assaggerò. 

Forse è meglio domenica, devo assaggiarle con cura. 

Oggi ho capito che coinvolgere è, in fondo, una cosa semplice, basta chiedere.

La foto è un podio: primo il cocomero, seconda mela-pera, terzo il fico.

Vediamo se il podio resta tale dopo l’assaggio.

Naturalmente questa storia non finisce qui… 

La marmellata del rapper, come ordinarla

Qualche giorno fa scrivevo del “rapper” di San Salvario e del suo progetto ritmato sulle marmellate, delle suore che le preparavano, dei barattoli e degli artisti che li decoravano.

Ora quel rap è realtà. Quelle marmellate le potete ordinare per consumarle e regalarle.

Vi dico come si fa allegando etichette e contributi artistici.

Dalla pagina facebook Giorni di marmellata:

Le marmellate sono buonissime, solo frutta e zucchero. Cosa aspettate a ordinarle? Ve le porteremo direttamente a casa a Torino.
Offerta minima per barattolo 5 euro. Ogni centesimo andrà in beneficenza!
Per info e ordini:
segreteria@agenzia.sansalvario.org
michele.caggia@gmail.com
tel.335293368

Chi ha collaborato:

L’etichetta di Giorgio Badriotto:
Le cartoline che accompagneranno le marmellate di Anna Borgna, Bernadetta Ghigo e Mario Bianco:

Rapper a San Salvario

Domenica pomeriggio: Michele mi ha manda un whatsapp che sembra un rap. In effetti lui il fisico da rapper, a dire il vero un po’ agèe, ce l’ha. Ma io a leggere il rap di Michele mi sono commosso.

Oggi che è martedì, Michele, mi ha inviato una foto.

Una fotografia che mi ha confermato quanto il quartiere in cui vivo è un concerto infinito e la musica che si suona abbraccia tutti i generi e che i rapper, qui, non cantano solo per cantare.

A breve Michele ci racconterà il brano completo e tutti i musicisti. Intanto leggetevi il suo rap e godetevi la foto (che ha scattato Michele).

Io che non sto mai fermo. 

Parlo di marmellata solidale.

Ieri pomeriggio verso le 14.00 mi sono fermato a riposare e ovviamente non ci sono riuscito.

Avendo distribuito al mattino 3 o 4 quintali di frutta e potendone avere altrettanta lunedì, ho pensato: 

e se le suore Rosminiane, suor Alba in testa, la usassero per fare della marmellata da distribuire alle famiglie o da vendere per raccogliere fondi?

Suor Alba è entusiasta.

Giulio è pronto per portare quanta frutta vogliamo lunedì pomeriggio.

Anche i barattoli hanno le suore.

Serve solo lo zucchero, lo trovo facilmente.

Ora serviva la ciliegina sulla frutta: il logo, un nome e le immagini.

Giorgio, un mio amico grafico: il logo sarà opera sua.

Le immagini saranno opera di Adriana, di Mario e di sua moglie Anna.

La vendita potrebbe essere fatta alla CDQ.

Cooperazione a San Salvario. 

Cercasi acquirenti.