Augusto Montaruli

L’ospite è come il pesce

Questa è la mail che oggi ho inviato al gruppo consiliare PD della Circoscrizione Otto.


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Carissimi, oggi dopo aver informato il capogruppo e il presidente ho presentato la lettera in circoscrizione dove comunico l’uscita dal gruppo e la richiesta di costituzione del gruppo misto di maggioranza come da regolamento.

E’ evidente che dal momento che non sarò un elettore del PD e potrei trovarmi a promuove un’eventuale (e auspicabile dal mio punto di vista) lista a sinistra del PD stesso, sarei (e sareste) in difficoltà ad essere da voi ospitato. Insomma non vorrei fare la fine dell’ospite che diventa pesce…

Resta naturalmente la collaborazione e il ringraziamento per avermi accolto subito e ospitato dopo.

Un caro saluto

Augusto M.

Lettera con la quale annunciavo l’uscita dal PD

Plurale o feudale (il PD)

Forse qualcuno non ha ancora compreso che se a Torino fosse stato previsto il ballottaggio alle elezioni circoscrizionali il PD (e la sua coalizione) avrebbe preso una scoppola storica. Forse qualcuno non ha compreso che abbiamo perso lì, nei quartieri. Le periferie. Come non fosse capitato niente – tra una partita degli europei e l’altra, tra un brexit e un’elezione spagnola, tra un’analisi del voto che è colpa sempre di altri – continuano a gestire i loro feudi chiedendo tributi all’impero (?!) mentre i castelli son circondati. Le scorte finiranno presto o tardi: i vassalli fuggiranno da passaggi segreti e si rifugeranno in altri manieri o diventeranno capitani di (s)ventura. E il popolo chi se ne frega. Smettetela, ritiratevi, cercatelo adesso quel passaggio segreto. Io lo voglio plurale, democratico il PD, con riferimenti culturali e valori condivisi non feudale.
Guardate che queste elezioni una cosa certamente han confermato: non contate un cazzo.

Scusate il linguaggio, ma sono davvero incavolato e voglio prendere tutta la distanza che serve da voi.

Ps: scritto, quasi a caldo, dopo i primi consigli di circoscrizione. 

Il primo consiglio

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Il primo consiglio della nuova Circoscrizione Otto è stato convocato per domani (lunedì 27 giugno) alle 16:00 (spero finisca in tempo per consentirmi di andare… dal dentista alle 19:00). Il primo consiglio sarà dedicato alla convalida degli eletti e alla delibera che eleggerà il Presidente e i quattro Coordinatori.
Io ho messo a disposizione la mia precedente esperienza, il mio curriculum e le mie scarpe usurate. Non ho, sarà l’età e il carattere, ambizioni particolari. Ci metterò intensità e umiltà come predicava il famoso allenatore di una delle squadre di calcio più spettacolari di tutti i tempi.
Posso anticiparvi che molto probabilmente mi occuperò di quartieri. La riforma del decentramento prevede le commissioni di quartiere presiedute da un presidente eletto dal consiglio. Una novità molto interessante dedicata all’analisi delle criticità, dei bisogni e soprattutto alla proposta, se gestita bene e supportata da cittadini e associazioni potremmo fare un bel lavoro a supporto del consiglio e della giunta.
E a proposito di scarpe, di intensità e di passata esperienza, mi (s)batterò perché le cose lasciate a metà si completino.
Auguri anticipati al Presidente, alla Giunta e al Consiglio tutto e al personale della Circoscrizione.
Una abbraccio affettuoso ai consiglieri della ex Otto che non siederanno tra i banchi della nuova circoscrizione e soprattutto a Mario Levi, un vero galantuomo e un amico.

Abbronzatura elettorale

io-sandraSiamo all’ultima settimana e confesso che sono un po’ stanchino. Ho camminato molto, spesso sotto il sole e mi sono anche abbronzato. Nella foto che mi ha scattato una mia amica, mentre chissà dove stava la testa e con la giacca che ormai non tolgo più per scaramanzia, sono evidenti gli effetti.

Ho (re)incontrato molte persone ed è stato un piacere. I miei santini sono stati apprezzati e ne ho offerti anche a chi non mi voterà, staranno in un libro ed è un bel stare. Un ultimo sforzo e poi staremo ad aspettare i risultati, senza ansia ma con moltissima curiosità.

 

Perché ci vuole orecchio… per fare certe cose

disegno-orecchio“Ma senza base non si può cantare e con la base non si può stonare, non si può sbagliare. Perché ci vuole orecchio per fare certe cose.” Questo cantava Enzo Jannacci e questo avrei cantato ieri a chi mi diceva dei suoi dubbi sul ruolo delle circoscrizioni: “forse non servono, meglio abolirle e sostituirle con una macchina amministrative efficiente.” 

Non è proprio il massimo della felicità per un candidato al consiglio circoscrizionale sentirsi dire che vai a candidarti per qualcosa di inutile, anzi a ricandidarti, inoltre sentirselo dire non in un bar o in modo qualunquista, ma da una persona impegnata in un progetto sociale. C’è da riflettere e molto perché quell’affermazione non è del tutto sbagliata, anzi. Tornando alla canzone di Jannacci credo si debba interpretare, soprattutto alla luce della riforma delle circoscrizione, il ruolo del consigliere e del coordinatore utilizzando di più l’orecchio (e anche gli occhi e le gambe). In altre parole essere meno ingessati nel ruolo istituzionale ed essere più presenti nei quartieri, dove la gente si incontra, lavora, fa sport, occupa il tempo libero. Fare propri, se condivisi e se realmente realizzabili, i progetti le suggestioni le idee che ci vengono proposti. Non solo con azioni previste dal regolamento (ordini del giorno, delibere o interpellanze), ma con azioni politiche concrete. Essere facilitatori di relazioni e di reti. Non bisogna limitarsi a essere tramite tra cittadini e associazioni con l’assessore di turno fissando in agenda un appuntamento, ma assumersi la responsabilità politica di quell’incontro.
Mettiamola così: alcuni già interpretano il ruolo come consiglia Jannacci, altrimenti molte cose non si sarebbero realizzate. Forse dovremmo essere più bravi nel raccontarlo. Altri preferiscono, è lecito e a rischio “di stonare”, essere più istituzionali
A me la canzone di Jannacci piace molto e nella precedente consiliatura l’ho anche cantata e non da solo. A volte con successo e a volte non raggiungendo l’obiettivo. Gustandomi la musica sempre.

E Corso Raffaello? Pensiamoci

raffaelloSi parla molto di Corso Marconi, rambla parcheggio alberi…, e io un’idea lì ce l’avrei: a me piacerebbe un piccolo Champs Elysee. Il corso è la metà del boulevard parigino e io lo immagino con il controviale pedonalizzato (tranquilli, con pista ciclabile) e due file di alberi. Ma non è di Corso Marconi che vorrei parlarvi, vorrei cominciare a stuzzicare l’interesse e le idee su Corso Raffaello. Quel viale andrà a unire due siti in piena riqualificazione: lo Scalo Vallino dove si sta ultimando il secondo centro di biotecnologie oltre a probabili realizzazioni di interesse pubblico (ne parleremo presto o tardi) e l’area di Torino Esposizioni dove sorgerà a breve la nuova biblioteca civica e il campus del design. Corso Raffaello sarà attraversato da cittadini, residenti e moltissimi studenti italiani e stranieri. La fermata Nizza della metropolitana vedrà salire in superficie moltissime persone che si recheranno verso il Valentino. Una riflessione su Corso Raffaello dobbiamo farla, io credo che andrebbero ripensati i marciapiedi che hanno la dimensione giusta per consentire una pista ciclabile e una pedonalizzazione totale. Ci guadagnerebbe il commercio, la serenità del passeggio e, perché no, la bellezza. Che fa bene agli occhi e allo spirito e aiuta le prime due cose.