L’uovo, la gallina e il bonus internet
I proverbi potrebbero spiegare bene un recente provvedimento governativo legato all’accesso alla rete: meglio una gallina oggi che un uovo domani, chi si contenta gode, buono è nemico di ottimo e via proverbiando.
Mi riferisco al bonus internet per le famiglie che il governo ha emanato delegando i provider di rete a gestirlo. Ecco come funziona.
- Il bonus è di 500 euro dedicato alle famiglie
- Possono richiederlo le famiglie che hanno un reddito ISEE inferiore a 20.000 euro e non dispongano di commissione internet oppure inferiore a 30 Mbit/s (non fibra)
- Per richiederlo occorre rivolgersi ad un provider (TIM, Fastweb…) rilasciando un’autocertificazione che attesti il reddito familiare inferiore ai 20.000 euro
- E’ possibile ottenere oltre ad uno sconto sul canone anche un tablet gratuito fornito sempre dal provider.
Va bene, meglio che niente… chi si contenta gode, la gallina oggi e via proverbiando.
Invece non va bene per niente.
- Il provvedimento non copre tutta la popolazione perché la fibra non arriva ovunque
- Le risorse sono limitate, 204 milioni di euro per tutta Italia. Il bonus sarà erogato previa verifica della disponibilità residua e fino ad esaurimento delle risorse.
- Non tiene conto chi è sotto il reddito ISEE di 20.000 euro è sta sostenendo la spesa per consentire la didattica a distanza ai propri figli.
Quindi non è democratico, non considera i cittadini tutti uguali (chi arriva prima e chi è nelle condizioni di accedere).
E’ una toppa emergenziale e priva di visione. Diverso sarebbe stato considerare la rete un bisogno fondamentale, come di fatto è, alla stregua della luce e del gas. Una cosa così per esempio.
Spero si corregga il provvedimento andando verso il futuro e la giustizia sociale (quindi della Costituzione che garantisce l’istruzione a tutti, articolo 34) e non a far crescere il fatturato dei fornitori di rete di 204 milioni di euro.
I proverbi a volte tendono a fotterti .





