Augusto Montaruli

L’uovo, la gallina e il bonus internet

I proverbi potrebbero spiegare bene un recente provvedimento governativo legato all’accesso alla rete: meglio una gallina oggi che un uovo domani, chi si contenta gode, buono è nemico di ottimo e via proverbiando.

Mi riferisco al bonus internet per le famiglie che il governo ha emanato delegando i provider di rete a gestirlo. Ecco come funziona.

  • Il bonus è di 500 euro dedicato alle famiglie
  • Possono richiederlo le famiglie che hanno un reddito ISEE inferiore a 20.000 euro e non dispongano di commissione internet oppure inferiore a 30 Mbit/s (non fibra)
  • Per richiederlo occorre rivolgersi ad un provider (TIM, Fastweb…) rilasciando un’autocertificazione che attesti il reddito familiare inferiore ai 20.000 euro
  • E’ possibile ottenere oltre ad uno sconto sul canone anche un tablet gratuito fornito sempre dal provider.

Va bene, meglio che niente… chi si contenta gode, la gallina oggi e via proverbiando.

Invece non va bene per niente. 

  • Il provvedimento non copre tutta la popolazione perché la fibra non arriva ovunque
  • Le risorse sono limitate, 204 milioni di euro per tutta Italia. Il bonus sarà erogato previa verifica della disponibilità residua e fino ad esaurimento delle risorse.
  • Non tiene conto chi è sotto il reddito ISEE di 20.000 euro è sta sostenendo la spesa per consentire la didattica a distanza ai propri figli. 

Quindi non è democratico, non considera i cittadini tutti uguali (chi arriva prima e chi è nelle condizioni di accedere).

E’ una toppa emergenziale e priva di visione. Diverso sarebbe stato considerare la rete un bisogno fondamentale, come di fatto è, alla stregua della luce e del gas. Una cosa così per esempio.

Spero si corregga il provvedimento andando verso il futuro e la giustizia sociale (quindi della Costituzione che garantisce l’istruzione a tutti, articolo 34) e non a far crescere il fatturato dei fornitori di rete di 204 milioni di euro.

I proverbi a volte tendono a fotterti .

OdISEEa

La racconto così, facendola breve.

Stiamo facendo le pratiche ISEE, quello nuovo, per chiedere il sostegno economico a mia suocera che è in casa di riposo.

Andiamo al patronato CGIL per compilare l’ISEE.

L’impiegata, gentilissima, non riesce a elaborare la pratica. Si consulta con la collega, niente da fare. Devono chiedere al supporto.

Ritorniamo, c’era un problema con il programma. Risolto. Elaborano la pratica. Una settimana, massimo dieci giorni, e avremo la risposta dall’INPS.

Dopo una settimana torniamo al patronato. Ancora niente.

Dopo dieci giorni torniamo al patronato. L’ISEE è stato rifiutato con un messaggio generico di errore. Non è chiaro quale sia l’errore.

Dal patronato devono chiedere all’INPS, aprire un ticket si dice, la spiegazione dell’errore. Dobbiamo aspettare la risposta dell’INPS.

Ripasso dopo una settimana. “Ci lasci il numero di telefono, la chiamiamo noi. Ci scusi, ma dipende dall’INPS.”

Intanto son passati due mesi.

E noi aspettiamo, noi. Mia suocera però non ha tutto ‘sto tempo da attendere.