Si parlava solo di futuro
Ieri ero a un dibattito alla festa torinese del PD, l’unico al quale ho assistito. Non ho visto giovani del PD, loro invitano Franco Marini e Massimo D’Alema. Pare che la prossima festa nazionale, i giovani, la faranno in un museo delle cere per risparmiare sui viaggi. Non c’era l’apparato del partito, non c’erano consiglieri regionali, provinciali, comunali, senatori e deputati. D’altra parte si parlava solo di futuro, di un diverso sistema di sviluppo, di ecoquartieri, di cibo e di agricoltura, di una manovra che potrebbe essere differente. Tutti argomenti che non sono al momento, chissà quando lo saranno, all’ordine del giorno tra i gli addetti ai lavori della politica.
Non si parlava di mattarellum e porcellum e della gara a chi raccoglie più firme; non si discuteva di Renzi si o Renzi no; di quanto deve, e se ci deve, essere la quota proporzionale; dei baffi di D’Alema; delle lettere di Veltroni; e della narrazione di Vendola e delle metafore di Di Pietro.
Si parlava solo di futuro. Peccato. Sarà per un’altra volta, se ci sarà il tempo. E pensare che gli ultimi referendum avrebbero dovuto insegnar qualcosa …





