Augusto Montaruli

Subdola

Come definite una campagna firme che non racconta il fine e le conseguenza della stessa? Subdola, cioè ingannevole. No?

E’  così che definisco la campagna di raccolta firme per un referendum che vuole abolire il finanziamento pubblico ai giornali.

Partiamo da come i promotori la pubblicizzano.

Se andate sul sito dei promotori (https://bastasoldiaigiornali.it/) trovate questa immagine e, di fatto, niente altro salvo il rimando a dove si può firmare dove si citano gli articoli di legge. Decisamente incomprensibili ai non addetti ai lavori.

Non c’è nessuna informazione di dettaglio su cosa la legge prevede e quali siano i periodici che usufruiscono del contributo statale.

Premesso che la categoria dei giornalisti ha il contratto scaduto dal 2016 (dieci anni!), premesso che è un settore in piena crisi che coinvolge non solo giornalisti ma anche l’indotto (tipografi, edicolanti, pubblicità ecccetera).

Premesso anche, ma fino ad un certo punto, che l’immagine che vedete, ed è l’unica sul sito dei promotori, lascia intendere che il finanziamento va solo a giornali di destra. E non è vero.
Non è vero purché, lungi dal dirlo, il finanziamento va anche a giornali di sinistra (Il Manifesto), va a giornali in lingua locale (Dolomite per dire uno)

Ma ecco l’elenco delle prime quindici testate che ne usufruiscono (fonte: https://www.ilpost.it/2026/03/21/contributi-pubblici-giornali-seconda-rata-2024-stato-governo/)

Dolomiten 6.176.996,03 euro
Famiglia Cristiana 6.000.000,00 euro
Avvenire 5.545.649,27 euro
Libero 5.407.119,97 euro
ItaliaOggi 4.062.533,95 euro
Il Quotidiano del Sud 3.696.160,87 euro
Libertà 3.518.184,92 euro
Gazzetta del Sud 3.314.913,71 euro
Il manifesto 3.257.867,63 euro
La Gazzetta del Mezzogiorno 2.432.845,24 euro
Corriere Romagna 2.218.356,97 euro
CronacaQui.it 2.207.300,07 euro
Il Foglio 2.090.200,90 euro
Primorski dnevnik 1.682.992,49 euro
L’identità 1.770.500,59 euro

Per concludere: una norma da rivedere? Certo, ma non con un referendum che metterebbe a rischio posti di lavoro, molti mal pagati, e spazi di libertà. Anche di destra, anche confessionali, anche in lingua locale… 

Il referendum è promosso dall’associazione Schierarsi il cui leader è Di Battista l’ex deputato che forse sogna un giornale unico, un’emittente unica, un deputato unico.  Un cachet unico.

Articolo 21 della Costituzione 

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria [cfr. art. 111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.