Augusto Montaruli

Remigration: fuori i pugliesi da Torino

Sono decine di migliaia i pugliesi che vivono a Torino, senza contare quelli di seconda e terza generazione 

Non ci sarebbe niente di male se si fossero adeguati alle tradizioni e alla cultura sabauda mangiando agnolotti, bagna cauda e bevendo barbera. 

Invece no, loro continuano a mantenere l’accento pugliese, non solo: moltissimi parlano ancora il dialetto delle Murge.

Cambiano il nome alle piazze: piazza Fioroni che diventa piazza Cerignola. La focaccia barese si trova ovunque insieme ai taralli scaldati. Addirittura organizzano una festa religiosa. 

Preoccupanti sono i matrimoni misti che vedono pugliesi accoppiarsi con piemontesi: l’orrore degli agnolotti con le braciole.

Per tacere delle cime di rapa.

Ma non è solo un problema limitato al Piemonte, l’invasione e l’inquinamento culturale pugliese lo trovate in tutta Europa. Ho visto taralli e orecchiette sugli scaffali dei supermercati del Burgenland. 

Come se non bastasse l’invasione culturale siamo arrivati al punto di avere a Torino un sindaco mezzo pugliese.

Non è tollerabile!

Ha ragione il generale Vannacci, chi non si adegua alle tradizioni e alla cultura del luogo che li ospita deve essere remigrato!

Generale faccia qualcosa, fermi questa invasione!

Oppure si compri una bella masseria in Puglia e pensi a rilassarsi. Farebbe bene a lei, a sua moglie e soprattutto a noi.