Augusto Montaruli

Una questione privata? Lettera a Don Mauro

Caro Don Mauro,

ti scrivo una breve lettera aperta sulla questione del Baretti che non vuole parlare di cifre, di imu e di caldaie e nemmeno vuole essere un appello a ripensarci. Vuole semplicemente soffermarsi sul metodo che hai scelto per gestire “l’affaire” Baretti: una questione privata. Eppure sapevi benissimo che tale non era. Per due motivi molto semplici: perché tu non sei un agente immobiliare o un amministratore di stabili, sei un prete, un parroco, il “capo” di una comunità; perché il Baretti non è una multisala con i pop corn ma è parte di una comunità che comprende anche la tua. Capita che si esca dalla chiesa e si entri in teatro e viceversa. Fa bene alle anime una buona dose di Baretti.

E proprio perché la questione non è privata, arrivo al punto, mi chiedo perché non dircelo prima? Perché non hai chiesto di affrontare la questione prima che esplodesse in un, diciamo così, confronto acceso costringendoci a scegliere da che parte stare. Avremmo, tutti quelli che hanno a cuore la e le comunità, provato a trovare una soluzione. Perché vedi, il punto non è quanto costa l’affitto della sala, il punto è quanto costerebbe non averla più quella sala. Il punto è che usciti dalla chiesa molti se ne tornerebbero a casa a stordirsi davanti ad un televisore vanificando gli sforzi che tu, insieme al Baretti, fai per renderci migliori.

Riavvolgiamo il nastro Don Mauro, siamo in tempo.

Con affetto e stima
Augusto Montaruli