Augusto Montaruli

Ivan

Tornando dal giornalaio dopo il caffè da Zichella incontro un signore che ti porta in un romanzo o in un film.

Che eleganza!
Grazie!
Ma state girando un film?
No no, sono appassionato del primo novecento.
Beh, periodo denso di fermento.
Certo, poi purtroppo le guerre… periodi brutti.
Un po’ come adesso, vero?
Eh sì, ed io insegno storia…
Allora…
Ah, mi chiamo Ivan.
Ci sta come nome con il suo abbigliamento.

Poi è arrivata lei e ho salutato ringraziando con un doveroso inchino. E sono andata a casa a darmi un’aggiustata ai baffi.


PS: abbiamo anche parlato dei laghi di Monticchio, ma questa è un’altra storia.

Tormentone parcheggi

Su La Stampa di oggi (domenica 2 novembre 2025) torna il tormentone dei parcheggi in un articolo di Diego Molino. Locali e discoteche  di San Salvario (ma non solo) lamentano, anche a causa dei lavori al Valentino, la penuria di posti auto.

Premesso che dovrebbero essere i residenti ad avere la priorità, paghiamo per parcheggiare e sarebbe urgente avere gli spazi a noi dedicati in tutto il quartiere, l’articolo mi ha riportato alla memoria due iniziative sulle quali avevo lavorato da consigliere di circoscrizione.

Dopo uno studio sull’utilizzo dei parcheggi di struttura presenti in Salvario, oltre a quelli presenti ai confini, avevo constatato che spesso nelle ore serali sono deserti, non utilizzati. Per verificarlo basta andare qui: https://muoversiatorino.it/it/parcheggi/

Se vuoi andare in discoteca, One del Valentino per esempio, puoi parcheggiare al Monti che ha 153 posti auto. Puoi andare in piazza Madama. O in piazza Bodoni. Oppure ancora in piazza Carducci. Per tacere del Lingotto che di posti ne ha 3.000 e sempre inutilizzati, più degli elettori dei moderati di Lupi.

Quindi i parcheggi ci sarebbero.

Per alcuni troppa fatica? L’auto in parcheggio, poi sali (con l’ascensore), devi fare un po’ di passi a piedi, poi quando torni sei stanco….

Allora perché non istituire delle navette che partono e arrivano dai parcheggi e magari i ticket del parcheggio o della navetta dati in omaggio dai locali ai clienti? 

Dichiara a La Stampa Davide Gallo, il titolare di One quello che illumina a giorno le notti al Valentino, a proposito della mancanza di parcheggi: “Per questa ragione chiediamo che, finché non diventerà operativo il parcheggio del Padiglione 5, vengano mantenuti alcuni stalli nell’area. È difficile pensare che tutti possano utilizzare un taxi, oltre al fatto che la metropolitana chiude molto presto». 

Carissimo Gallo magari dopo qualche drink invitare i clienti a prendere un taxi forse sarebbe meglio e anche più etico (non etilico).

E se permette prima la salute e i residenti 

La mini guida di San Salvario

Questa è una mini guida (mini perchè chiaramente incompleta) rivolta agli studenti universitari fuori sede che vengono a risiedere nel quartiere dove vivo: San Salvario.

Naturalmente è aperta al contributo di chi volesse integrarla e migliorarla.

Più che una mini guida è una sorta di provocazione che vuole stimolare un’attenzione maggiore verso quei ragazzi e quelle ragazze che scelgono Torino per proseguire gli studi.

Loro scelgono Torino ma noi non li accogliamo come dovremmo.

Facciamolo.


Qualche info su San Salvario 

San Salvario, il quartiere dove abitate, è un luogo dalle mille identità. 

Ha valenza storica, sociale e culturale. 

Qui è stata prodotta la prima automobile italiana (credo una Lancia), qui è nata la FIAT.

Anche la Ferrero, per dire, è nata qui. Qui Don Bosco ha realizzato il secondo oratorio torinese che accoglieva i migranti che arrivavano dal cuneese, esiste ancora. Perché migranti ne arrivano ancora da posti più lontani del cuneese.Qui sono nate le università scientifiche di Torino.

Questo è il quartiere delle religioni. 

Ci sono la sinagoga, il tempio valdese e due moschee oltre naturalmente alle chiese cattoliche. 

La cosa interessante è la collaborazione che esiste tra loro che insieme alla società civile e laica organizzano e gestiscono attività insieme. E’ ormai un unicum a livello mondiale. 

Ecco voi vivete in un quartiere dove merita vivere. 

Adesso vi elenco qualche luogo interessante che potete frequentare. 

La biblioteca e il Polo Lombroso. 

In via Lombroso 16 c’è la biblioteca civica Natalia Ginzburg, che in questo quartiere ha vissuto, dove oltre a consultare libri e giornali potete fermarvi a studiare. 

Nello stesso complesso c’è il Polo Lombroso che offre una serie di attività e servizi. 

Inoltre nel 2026 sarà inaugurata la nuova sede della Biblioteca Civita di Torino al parco del Valentino.

Sempre al parco del Valentino c’è l’Orto Botanico.

Sulle sponde del Po trovate luoghi di aggregazione e sale studi come l’Imbarchino e molte società remiere. Potete anche andare a visitare un sommergibile all’Associazione Marinai d’Italia.

La Casa del Quartiere

In via Morgari c’è la Casa del Quartiere, bar ristorante e offerta di corsi e attività e aggregatore di tante realtà associative.

I mercati

I mercati rionali sono due, in piazza Madama Cristina e in piazza Nizza. Supermercati quanti ne volete.

Oltre ai mercati rionali classici ci sono quelli tematici da Salvario Emporium a quello dedicato al disco in vinile per fare due esempi.

I musei

Nel quartiere c’è il polo museale universitario che comprende tre musei molto interessanti:

Museo di Anatomia Umana “Luigi Rolando”

Museo della Frutta “Francesco Garnier Valletti”

Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso”

Il cinema teatro Baretti

Puoi andare a cinema (con film anche in lingua originale) e a teatro godendo di una programmazione culturalmente ricca a prezzi accessibili, se non gratuiti (clicca qui per saperne di più).

Il cinema teatro Baretti è proprio nel cuore di San Salvario.

Le librerie

Sono tante e sono una ricchezza del quartiere, frequentatele e incontrerete bella gente.

Libreria A Zeta – Libreria Centrale – Libreria Borgo Po – Libreria Trebisonda –  Luna’s StortaLibreria Belleville – Libreria Claudiana.

Il cibo

C’è una varietà di offerta che soddisfa tutti i gusti e consente anche di sperimentare. Avete solo da scegliere spaziando dalla cucina Halal a quella Kosher, palestinese e naturalmente girate l’italia mangiando. 

Volontariato

Nel caso vi avanzasse del tempo potete anche fare volontariato, sono tante le realtà, laiche e religiose, che vi accoglierebbero a braccia aperte per dare una mano.

Varie

Qui potete ordinare uno strumento musicale da un liutaio, scarpe su misura, comprare un libro usato il sabato in piazza Nizza. Oppure imbattervi in un atelier di un artista. 

“Passeggiatelo” il quartiere vi sorprenderà.

Il mio bar preferito è la pasticceria Zichella in via Saluzzo angolo Michelangelo. Qui puoi incontrare tutti: dalla famiglia pugliese a giornalisti, intellettuali, musicisti, orafi, scrittori, parlamentari e giovani come voi. 

Andateci a vostro rischio e pericolo, rischiate di incontrarmi.

E’ un giardino tranquillo

Un rettangolo circondato da platani, la statua di Felice Govean, massone e fondatore de la Gazzetta del popolo.

Ai bordi le panchine e due dehors. 

E’ un giardino tranquillo tra via Madama e via Belfiore frequentato da anziani, badanti dell’est che lì si ritrovano oppure con le persone che hanno in cura.

Lavoratori e studenti che fanno pausa pranzo.

La sera i due dehors si riempiono di persone, spesso famiglie. Si sente il vociare allegro dei bambini.

A volte alcuni senza fissa dimora si riposano sulle panchine, qualcuno dorme qualcuno fissa il vuoto. 

Qualche ragazzo dalla pelle scura, forse spaccia nelle vie vicine. Ma lì è seduto su una panchina. Anche gli spacciatori si riposano ogni tanto.

Al mattino c’è la passeggiata dei cani con sosta al toret.

E’ un giardino curato e pulito. Il passaggio dell’AMIAT è frequente, i cestini svuotati, le foglie dei platani raccolte.

E’ un giardino dove ci si incontra, le chiacchiere sono rilassate.

Un rettangolo tra via Madama e via Belfiore. 

A San Salvario.

Perchè lo racconto? Perché la riqualificazione la fanno le persone, non c’è bisogno poi di chissà che cosa. 

Vabbè, l’AMIAT aiuta. E’ vero. E anche i dehors. 

Però le persone…

Riproponete il PIA

La giunta comunale (assessora Pentenero e assessore Chiavarino) ha deliberato alcune modifiche al regolamento per l’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande degli esercizi pubblici al fine di ridurre gli effetti negativi della movida. 

In sintesi le modifiche riguardano le nuove aperture di locali che non potranno avere una superficie al loro interno inferiore a 75 metri quadrati (anziché gli attuali 50).  Questo oltre ad altre disposizioni che potete leggere qui.

Le zone coinvolte sono San Salvario, Santa Giulia, Vanchiglia e tra piazza Vittorio e corso Regio Parco.

Va bene, anzi benino. Benino perché è comunque un segnale importante ma riguarda solo le future aperture o trasformazioni. 

Benino perché inciderà poco o nulla sulla situazione del quartiere (mi riferisco a San Salvario non conoscendo le altre realtà cittadine).

Nella mia attività di consigliere di circoscrizione proposi un cambiamento sostanziale sulla questione. Più coraggioso e soprattutto più di visione utilizzando gli strumenti che i regolamenti mettono a disposizione.

Ci stavamo quasi riuscendo trovando la collaborazione dell’allora assessora Ilda Curti, purtroppo si era a fine mandato e la successiva amministrazione pensava a San Salvario quartiere del bere (cit. assessore Sacco).

Nel corso del mandato successivo proposi (odg approvato) un concorso di idee per dehors ispirandomi quanto realizzato in un comune del Salento (leggi qui).

L’assessore Sacco era ancora con il bicchiere in mano.

Ero e sono convinto che la questione movida si risolva con un progetto legato al territorio e alle sue potenzialità, e qui sono molte. Ero e sono convinto che la bellezza aiuta a mettere ordine e fa bene ai residenti e al territorio. Ero e sono convinto che ciò che si implementa nei quartieri aulici (in centro) possa, anzi deve, essere adottato anche in periferia. Leggete quanto sopra come un invito da normale cittadino all’attuale giunta e consiglieri di circoscrizione perché tornino sulla questione. 


 Definizione di PIA

“Il PIA definisce dimensioni ed estetica dei dehors, all’articolo 8 recita così Il Progetto Integrato d’Ambito (P.I.A.) è uno strumento per la gestione e l’indirizzo dell’uso del suolo pubblico mirato ad un preciso ambito ovvero in luoghi ritenuti rilevanti all’interno del sistema urbano. Esso stabilisce parametri progettuali e tipologici costitutivi dei dehors, dei padiglioni e dei relativi arredi e costituisce uno dei mezzi per poter ottenere il miglioramento dell’immagine e dell’identità urbana, nonché un buon risultato della qualità dello spazio pubblico.”

Articolo 8 – Progetti Integrati d’Ambito 

dal regolamento: DISCIPLINA DELL’ALLESTIMENTO DI SPAZI E STRUTTURE ALL’APERTO SU SUOLO PUBBLICO, O PRIVATO AD USO PUBBLICO, ATTREZZATI PER IL CONSUMO DI ALIMENTI E BEVANDE ANNESSI A LOCALI Dl PUBBLICO ESERCIZIO DI SOMMINISTRAZIONE

Il Progetto Integrato d’Ambito (P.I.A.) è uno strumento per la gestione e l’indirizzo dell’uso dello spazio pubblico di un definito ambito e/o di luoghi ritenuti rilevanti per valori storici-ambientali o per promozione turistica e commerciale all’interno del sistema urbano. Esso stabilisce parametri progettuali e tipologici costitutivi dei dehors, dei padiglioni e dei relativi arredi e costituisce uno dei mezzi per poter ottenere il miglioramento dell’immagine e dell’identità urbana, nonché un buon risultato della qualità dello spazio pubblico.

2.   La Giunta Comunale, sentite le Associazioni di Via dei Commercianti ed Artigiani, regolarmente iscritte nell’apposito Albo ove esistenti, ovvero le Associazioni di categoria maggiormente rappresentative, può approvare progetti integrati d’ambito relativamente agli insediamenti commerciali contenenti anche indicazioni circa le strutture e gli arredi dei dehors ovvero dei padiglioni.

Link:

http://www.comune.torino.it/arredourbano/spazio-pubblico/pia/index.shtml

https://servizi.comune.torino.it/consiglio/prg/documenti1/atti/allegati/201900672_1tc.pdf

La movida commedia

Tempo fa avevo scritto che la questione movida spunta sempre a inizio estate puntuale (ieri, 21 giugno) come la bagna caòda in autunno.

Un anno sono i bangla da chiudere ad una certa ora, un anno sono le chiusure dei locali ad una certa ora. Fresca di ieri è la notizia che i locali devono assumere gli “steward” con pettorine gialle, che meglio sarebbe dire buttafuori o buttapiùinlà.  E già qua vedo nascere una nuova specialità olimpica che vede in gara i buttafuori dei locali nel palleggiare con i clienti molesti: vince chi ne butta di più nel locale concorrente.

Anche questo provvedimento va nell’elenco del capitolo “Abbiamo provato a fare qualcosa” che nel caso di ricorsi in tribunale diventa un’attenuante.

Da ex consigliere di circoscrizione avrei un elenco di proposte in qualche cassetto, proposte che nascono prima di tutto dalla conoscenza del quartiere e dalle sue potenzialità (che sono enormi). 

Dal PIA dedicato, al codice etico per la vendita di bevande alcoliche, alla ZTL notturna, alle linee star di quartiere, all’incentivazione dell’utilizzo dei parcheggi in struttura…

Intanto proseguono le offerte speciali dei chupito. 

Intanto sui marciapiedi del quartiere…