Augusto Montaruli

La costola nera

Ricordate quando Massimo D’Alema dichiarò che la Lega Nord (di Bossi all’epoca) era una “costola della sinistra”?

Un po’ (forse più di un po’) era vero. 

Ricordo un mio collega, sindaco della Lega in un comune della Brianza, era “arredato” di gadget del movimento (il tappetino del mouse, le svariate spillette, il mouse stesso, adesivi e immagine di sfondo del pc) e portava sempre con se tutte le tessere del PCI, dall’adolescenza fino all’incontro fatale con Bossi, che mi mostrava con orgoglio e nostalgia.

Ricordo che mi fece quasi tenerezza quando in trasferta a Roma, bardato come un lanzichenecco, si lamentò perché nessun collega romano (Roma ladrona) lo invitò a pranzo.

Lo consolai andandoci io dicendogli però che avrebbe dovuto evitare di essere provocatorio: “Un po’ di sobrietà perbacco, non siamo a Gardaland.”

Perchè? Mi disse. 

“Vabbè, andiamo a mangiare…”

Quella era la Lega di Bossi. E di quella Lega è rimasta l’impronta di Borghezio, quello delle ronde che davano fuoco a migranti e senza  senza fissa dimora e che  frequentava Ordine Nuovo.

A sostituire Borghezio e Ordine Nuovo ci ha pensato Salvini che candida militanti di Casa Pound e Forza Nuova.

Militanti di Casa Pound pestano un giornalista a Torino  e guarda caso tra gli energumeni uno è stato candidato per la Lega. 

Sempre a Torino indagano su ronde abusive dotate di finti distintivi di una fantomatica polizia, tirapugni, pistole scacciane ed altro ancora. E guarda caso uno (corredato di saluti romani) è stato candidato per la Lega.

E poi c’è il generale al contrario che più che una costola è ormai il cuore nero di quella che era la Lega.

Dalla canottiera all’orbace è un attimo ed il mio ex collega credo abbia rinnovato la sua paccottiglia.

 

Leghisti nel mondo

Tempo fa avevo fatto una ricerca sui cognomi dei leghisti, la ripropongo aggiornandola con Salvini allora non sulla cresta del fango.

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leghisti migrantiI figuri in camicia verde hanno la memoria corta e rinnegano i parenti.

Mi sono divertito a fare una ricerca, sempre benedetta sia la rete, sulla diffusione dei cognomi di importanti esponenti della lega nel mondo. Mi sono limitato ad alcuni cognomi, quelli più famosi.

Ebbene anche gli avi dei leghisti presero il vapore o scavallarono le Alpi per poter campare lasciando il sacro suolo padano.

Bossi per esempio. Di Bossi in Italia ce ne sono circa 9.000, quasi 900 in Svizzera, oltre 1.000 negli USA e quasi 2.000 in Argentina. Quasi il 50% dei Bossi è all’estero. Noi ci accontenteremmo di mandarci l’Umberto con quel genio di suo figlio.

Curioso il caso di Cota, ce ne sono oltre 5.500 negli USA a fronte dei 400 in Italia. Sarebbe un dramma se fossero tutti come lui e ce li rimandassero indietro tutti. Preferiremmo si estinguesse da noi.

Di Maroni la natura vorrebbe ce ne fossero due, invece in Italia sono sui 3.000 , quasi 800 negli USA e oltre 650 in Argentina. Con quel suo aspetto da mezzo colonnello golpista non mi stupirei se un Maroni fosse stato al soldo di Videla.

E adesso vi passo dei numeri molto confortanti.

Di Berlusconi in Italia ce ne sono 400 (considero solo quelli denunciati all’anagrafe, mi sia consentita la battuta), 144 in Argentina, magari a vendere frigoriferi nella terra del fuoco. Inesistenti i Berlusconi in giro per il mondo, chiamali scemi?

Ecco un bel dato che ci consente di sperare, i Borghezio sono solo una ventina in Italia e nessuno nel resto del mondo, o sono in estinzione oppure hanno tutti cambiato cognome per la vergogna,

Aggiornamento:

Salvini, il leghista lepenista è diffuso in modo preoccupante un po’ ovunque: in Italia sui 6500; molti in Sud America (oltre 1000 in Brasile e più di 500 in Argentina); 450 in Francia; persino 32 in Australia. Preoccupa molto la presenza di un Salvini in Libia, sarà un parente scafista?

I Toninelli, il ministro grillino dei porti chiusi, sono pochi. Ininfluenti, qualcuno qua e là. Non conta contarlo. E’ un alias.