Augusto Montaruli

Le stagioni impazzite e le anime perse

collageanimeperseE’ ormai un luogo comune dire che le stagioni sono impazzite. Basta un giorno di sole d’inverno o una pioggia sottile d’estate. Per quanto si sforzi la primavera a sbocciare o l’autunno a tingere le foglie. Per quanto ci scaldi l’estate o l’inverno ci geli.

D’estate si racconta del freddo che verrà che questo calore non ne possiamo più; d’inverno guardiamo ai rami e alle gemme che tardano; la primavera è l’attesa del sole che riscalda e dell’autunno aspettiamo i colori. Eppure c’è una stagione da vivere e una stagione da discutere; una stagione per prepararsi e una per esserci. E tutte per goderle. Magari insieme.

Come deve essere. Com’è giusto che sia.

Poi, per carità, fate voi che siete bravi a intravedere le nubi e infilarvi tra gli spifferi delle tempeste come anime perse che cercano una casa. Ad averla una casa.
E comunque oggi son tornate le rondini.

Il disumano

Siamo a Torino nel quartiere multitutto: un po’ figo, un po’ movida e spensieratezza, un po’ trendy, un po’ impegnato socialmente, con tante associazioni, con tante religioni e tanta umanità proveniente da tutto il mondo. E in questo mare di umanità non manca la disumanità, le solite povertà e i personaggi che sulla disumanità fanno affari arrotolandosi il pelo sullo stomaco. C’è una casa a San Salvario, una casa bella grande con tre scale e una sessantina di luoghi definiti con generosità appartamenti. Dentro l’umanità varia, un po’ è nostrana e tanta è di tutto il mondo. Difficile contarla quest’umanità che è sotto scacco di un disumano padrone di tutta la casa e della sua condizione di vita. La casa cade a pezzi, infiltrazioni d’acqua, topi e scarafaggi in quantità, il gas è in bombole, niente a norma di legge.  Tutto è lasciato andare.  A volte un piccolo incendio in un “appartamento” vuoto, qualche intossicato, un articolo di giornale e poi nulla. E’ luogo di spaccio e di ritrovo di chi si va a fare, tanto è sempre aperto e l’entrata è libera. In quel luogo abitato anche da molti bambini. E’ una storia già vista solo pochissimi anni fa, a pochi isolati di distanza. Sempre la stessa umanità, sempre lo stesso disumano. E il disumano se ne fotte. Noi no però, noi non possiamo fottercene. I disumani non li dobbiamo più tollerare.

Come in un romanzo di Dickens, mandiamogli i fantasmi del passato del presente e del futuro. Anzi no, mandiamogli i Vigili del Fuoco, i Vigili Urbani, la Polizia di Stato, e, soprattutto la Guardia di Finanza.