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Mi regalerò un libro
“Senti stronzetto. Ti ho sempre dato carta bianca, e il più delle volte hai avuto ragione tu. Tagliare quasi tutti i miei dialoghi all’inizio del film è stata una buona idea. Ci è costato un mucchio di tempo e di soldi, ma ti ho sempre sostenuto. Zitto! E ora quella scena: sarà anche un’idea stupida, forse, ma ci proviamo. Se non funziona la tagliamo, ma voglio che la giriamo!”.

Così Kirk Douglas apostrofò Stanley Kubrik durante le riprese di Spartacus, L’attore affermato, protagonista e produttore del film, e il giovane regista emergente. L’episodio è raccontato nel libro autobiografico “Io sono Spartaco” scritto da Douglas padre che va verso i 96 anni. Insieme avevano, Douglas e Kubrick, realizzato quel capolavoro di Orizzonti di gloria. Vedetelo rivedetelo. Ma il libro non è solo la storia di un film, ma è anche l’inizio della cancellazione della lista nera di Hollywood del maccartismo, il sottotitolo recita “Come girammo un film e cancellammo la lista nera”. Il film fu tratto da un romanzo di Howard Fast, scrittore comunista, e a sceneggiarlo fu chiamato uno degli scrittori, presunti comunisti o giù di li, che faceva parte della lista nera.
“Oggi c’è ancora chi cerca di giustificarla, la lista nera. Dicono che era necessaria per proteggere l’America. Dicono che gli unici a farne le spese furono i nostri nemici. Mentono. Fu una vergogna nazionale che rovinò la vita di uomini donne e bambini innocenti. Lo so. Io c’ero. L’ho visto coi miei occhi. Adesso vi racconto come è andata. E di Spartacus, del film che girammo in quel clima di follia.”
E Alberto Crespi, che ha scritto l’articolo su L’Unità che ha ispirato questo post, conclude così il suo pezzo: “E’ una storia fantastica, compagni. Leggetela.” E io la leggerò.
L’articolo di Alberto Crespi è a pagina 17 de L’Unità di oggi, 5 agosto 2013.
Il libro, Io sono Spartaco, è edito da Il Saggiatore e costa 16,5 €.






