Augusto Montaruli

Mario Benedetti e il concerto di Hugo

mario benedetti

Con Massimo (che sarebbe Pizzoglio) e il Baretti (che sarebbe Marco Vernetti) stiamo lavorando all’ormai tradizionale concerto di Hugo (che sarebbe Trova) che puntualmente viene a trovarci e a portarci un po’ di Sud America con le sue canzoni.
Questa volta sarà una cosa un po’ speciale, un po’ ricordo e un po’ doveroso tributo. Sì, perché il concerto cade proprio l’11 di settembre. Come quell’11 di settembre di 40 anni or sono quando a cadere fu il governo Allende. Ad aprire quella stagione di dittature e di dolore fu proprio l’Uruguay qualche mese prima e Hugo ricorda, eccome se ricorda.
Stiamo pensando di alternare le canzoni che ci proporrà Hugo con la lettura di poesie e testi, cercando tra poeti e autori ho trovato questa poesia di Mario Benedetti che non conoscevo. Chiedendovi di stare sintonizzati e di segnare in agenda la data del concerto, la propongo, perché mi piace e penso sia molto attuale. La poesia s’intitola “La gente che mi piace”. Proprio così, la gente che mi piace come Massimo, Marco e Hugo.

 

LA GENTE CHE MI PIACE

 

Mi piace la gente che vibra,
che non devi continuamente sollecitare
e alla quale non c’è bisogno di dire cosa fare
perché sa quello che bisogna fare
e lo fa in meno tempo di quanto sperato.

 

Mi piace la gente che sa misurare
le conseguenze delle proprie azioni,
la gente che non lascia le soluzioni al caso.

 

Mi piace la gente giusta e rigorosa,
sia con gli altri che con se stessa,
purché non perda di vista che siamo umani
e che possiamo sbagliare.

 

Mi piace la gente che pensa
che il lavoro in equipe, fra amici,
è più produttivo dei caotici sforzi individuali.

 

Mi piace la gente che conosce
l’importanza dell’allegria.

 

Mi piace la gente sincera e franca,
capace di opporsi con argomenti sereni e ragionevoli

 

Mi piace la gente di buon senso,
quella che non manda giù tutto,
quella che non si vergogna di riconoscere
che non sa qualcosa o si è sbagliata

 

Mi piace la gente che, nell’accettare i suoi errori,
si sforza genuinamente di non ripeterli.

 

Mi piace la gente capace di criticarmi
costruttivamente e a viso aperto:
questi li chiamo “i miei amici”.

 

Mi piace la gente fedele e caparbia,
che non si scoraggia quando si tratta
di perseguire traguardi e idee.

 

Mi piace la gente che lavora per dei risultati.
Con gente come questa mi impegno a qualsiasi impresa,
giacché per il solo fatto di averla al mio fianco
mi considero ben ricompensato.