Augusto Montaruli

L’incubo il PD e Matteo Renzi

Ci mancava l’opinione impossibile di Martin Luther King sul PD, ma ci ha pensato Matteo Renzi: “Martin Luther King iscritto al Pd avrebbe detto: Io ho un incubo”. Ha ragione il sindaco (per il PD) ed ex presidente di provincia (per il PD) e possibile, probabile, e da molti  auspicato, segretario e leader del PD. Ha ragione, è un incubo. E’ un incubo perché Martin Luther King sicuramente non ne potrebbe più delle battute, felici ed infelici, degli slogan facili, degli ammiccamenti a destra e delle sviolinate a sinistra, degli atteggiamenti da star, delle risalite (ardite o meno) e delle discese, delle dichiarazioni di assoluta lealtà oggi da smentire domani e da ribadire dopodomani.

Ha ragione Matteo Renzi, è un incubo. Sarebbe meglio discutere di visione del paese, di riforme istituzionali, di ripresa dell’economia, dei tantissimi cittadini senza reddito, di diritti, del ruolo del e dei partiti. Sarebbe meglio un altro modo di proporsi, un modo che consenta a quelli che come me non ti voteranno di accettarti come segretario e leader. In fondo ti si chiede rispetto, educazione, proposta, prospettiva e di non riproporre schemi che vanno dal berlusconismo al grillismo. Schemi che bucano schermi e media, che portano folle ad ascoltarti, ma lacerano le persone e abbassano il livello culturale e politico. Vola più alto Matteo e se non sai volare, impara.

Hai ragione caro sindaco ex presidente di provincia e potenziale e probabile leader acclamato a furor di primarie, è un incubo.

E tu sei parte di quell’incubo. Nessuno si senta escluso, diceva la canzone.