Call me Silvio
Il consenso elettorale si basa per una buona percentuale sul lavoro dei media e su come gli stessi “trattano” i candidati. Non tanto come li “trattano” negli articoli descrivendo i contenuti (quando e se lo fanno), ma come li piazzano sui titoli, meglio se a tutta colonna. Campioni dell’antiberlusconismo, come l’Huffington Post (quello italiano della signora Annunziata) e Repubblica (per tacer del TG3) ormai considerano, a forza di frequentarlo, un parente prossimo l’ormai ex cavaliere, senatore e prossimo agli arresti domiciliari Silvio Berlusconi. E anche la figlia Maria Elvira detta Marina.
I loro titoli sono un fiorire di SILVIO e CAV, e di Marina quando scrivono di Maria Elvira Berlusconi.
Chapeau! Continuate così e regalerete una fetta consistente di voti al condannato in via definitiva.
Un po’ di sano stile anglosassone non vi farebbe e non ci farebbe male. Oppure chiamateli tutti per nome, astenersi nomi troppo lunghi o proporre nomignoli. Ve ne proponiamo qualcuno: Gianni, Matteo, Pippo… ma anche no.





