Sei di Bisceglie?
Da bambino vivevo a Ruvo di Puglia, bellissima cittadina del barese, e ricordo che quando qualcuno faceva o diceva bestialità lo si apostrofava con “Ma sei di Bisceglie?”.
A Bisceglie c’era un manicomio. Francesco Boccia è nato a Bisceglie.
Questo per dire, scusandomi per aver usato questo ricordo e con tutti i cittadini di Bisceglie, che grazie a quelli come Boccia a me sembra proprio di essere in un manicomio a cielo aperto dopo aver letto il “documento” dell’onorevole Boccia. Documento sconclusionato, pieno di luoghi comuni e con alcune affermazioni che fanno rabbrividire oltre che riformare la Costituzione nei suoi valori fondamentali.
Alcune perle? Ne vogliamo parlare?
Davvero vogliamo continuare a credere alla favola degli operai che preferiscono difendere antiquati riti di contrattazione piuttosto che ricevere qualche centinaia di euro in più in busta paga?
Una forza riformista, che si definisce e si accredita come tale, ha il dovere morale non tanto di difendere i più deboli in linea di principio ma di adoperarsi perché sia premiato il valore e la qualità.
Questo conservatorismo con una semplice rinfrescata di luoghi comuni della sinistra (la società, l’uguaglianza, il conflitto lavoro-capitale, i diritti dei lavoratori ecc.) ingessa il Paese e non fa crescere il partito riformista, che potrà anche essere minoritario all’inizio, ma avrà, almeno, una carta d’identità reale e non tanti alias per camuffare le proprie anime.
Oggi, grazie a questo governo, abbiamo una prospettiva diversa, abbiamo la possibilità di guardare oltre.
Seguendo la strada maestra della sua Costituzione ma adeguandola ai tempi che corrono impetuosi.





